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Google Ha Iniziato L’integrazione Della Ricerca Semantica Del Web

Google ha iniziato la nuova manovra della sua evoluzione, al termine della quale avremo un motore di ricerca profondamente modificato dal punto di vista che più ci interessa: l’interpretazione. Stiamo parlando di quello che negli ultimi è definito come ricerca semantica. Come abbiamo già descritto di questo nuovo fronte nell’ambito della ricerca nel web in questo articolo, la ricerca semantica consiste nel considerare non le singole parole dell’argomento di ricerca immesso, bensì tutta la frase scritta ed il suo significato.

Google ha deciso quindi di iniziare l’upgrade un po’ alla volta, partendo dalla versione inglese del search engine. Le tracce che suggeriscono l’adozione del nuovo tipo di ricerca, o almeno una sua anteprima, consistono in una novità nella pagina del risultati. Infatti sul lato destro del search engine in inglese appare un box in cui è possibile trovare informazioni circa l’argomento da noi cercato, se disponibili. Ad esempio, se come argomento di ricerca si immette un personaggio storico, verranno mostrate biografia, data di nascita, eventi importanti e contenuti multimediali. Lo stesso vale per luoghi noti, personaggi famosi, film, serie televisive e tanto altro.

Per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi, non si sa quando il colosso di Mountain View si appresterà a introdurre le novità della ricerca semantica. A dire il vero, la novità non è stata nemmeno annunciata attraverso il blog ufficiale di Big G, ma è stata introdotta improvvisamente e notata da alcuni utenti del Regno Unito.

Fonte:http://www.chimerarevo.com/2012/05/11/google-ha-iniziato-lintegrazione-della-ricerca-semantica-del-web/

Cos’è il WSDL?

Il Web Services Description Language (WSDL) è un linguaggio formale in formato XML utilizzato per la creazione di "documenti" per la descrizione di Web Service.

Mediante WSDL può essere, infatti, descritta l'interfaccia pubblica di un Web Service ovvero creata una descrizione, basata su XML, di come interagire con un determinato servizio: un "documento" WSDL contiene infatti, relativamente al Web Service descritto, informazioni su:

  • cosa può essere utilizzato (le "operazioni" messe a disposizione dal servizio);
  • come utilizzarlo (il protocollo di comunicazione da utilizzare per accedere al servizio, il formato dei messaggi accettati in input e restituiti in output dal servizio ed i dati correlati) ovvero i "vincoli" (bindings in inglese) del servizio;
  • dove utilizzare il servizio (cosiddetto endpoint del servizio che solitamente corrisponde all'indirizzo – in formato URI - che rende disponibile il Web Service)

Le operazioni supportate dal Web Service ed i messaggi che è possibile scambiare con lo stesso sono descritti in maniera astratta e quindi collegati ad uno specifico protocollo di rete e ad uno specifico formato.

Il WSDL è solitamente utilizzato in combinazione con SOAP e XML Schema per rendere disponibili Web Services su reti aziendali o su internet: un programma client può, infatti, "leggere" il documento WSDL relativo ad un Web Service per determinare quali siano le funzioni messe a disposizione sul server e quindi utilizzare il protocollo SOAP per utilizzare una o più delle funzioni elencate dal WSDL.

La versione 1.1 di WSDL non è stata adottata come standard dal World Wide Web Consortium (W3C).

Il 26 giugno 2007 la versione 2.0 è stata promossa a standard ufficiale (in forma di "raccomandazione") dal W3C.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Services_Description_Language


Aruba ancora down

Tratto dal sito del corriere.it:

La notizia sta iniziando a rimbalzare in Rete: il sito di Aruba, principale provider italiano, è di nuovo giù. E facendo un po’ di ricerche in giro per Internet si scopre che la stessa sorte vale per diversi siti che si avvalgono dei servizi del provider e di sue collegate. Come per esempio Widestore e 9Net. Non è ancora chiaro cosa possa essere successo, ma il timore per chi gestisce siti e per gli utenti in generale è che possa ripetersi quanto accaduto lo scorso aprile. Quando l’incendio nella webfarm di Arezzo ha dato vita a quello che è stato definito il “blackout più grande” della storia del Web italiano.

Su Twitter si stanno scatenando i commenti, alcuni ironici, altri disperati, molti arrabbiati. Abbiamo provato a contattare il servizio clienti di Aruba, ma dopo il primo squillo viene rifiutata la chiamata: immagino siano in molti a provare a telefonare per sapere che accade.

Come segnalano alcuni utenti, sul sito dell’assistenza di Aruba – a tratti non raggiungibile, però – c’è l’avviso di un intervento pianificato che avrebbe potuto causare dei disagi. Il lavoro però sarebbe terminato e si sarebbe svolto nella notte tra il 6 e il 7 luglio. Dunque dovrebbe essere stato chiuso ieri mattina. L’Apcom intanto racconta che l’Adoc sta raccogliendo migliaia di chiamate di protesta e ipotizza una class action in difesa dei diritti dei clienti di Aruba.

Ore 14.35 – Il sito Aruba.it è tornato online, ci sono anche diverse segnalazioni di siti e servizi di posta che stanno tornando a posto. Sembra che la situazione stia dunque tornando alla normalità.

Ragazzi, adesso Aruba sta dimostrando davvero poca capacità di organizzazione e di gestione.

A voi i commenti.

Chrome OS quasi pronto: lo vedremo a maggio

Chrome OS scalpita. Manca ormai poco al debutto ufficiale del sistema operativo creato da Google e pensato per il cloud computing. La data non è ancora definita esattamente, ma la presentazione ufficiale potrebbe avvenire tra il 10 e l’11 maggio, in occasione della conferenza I/O.

Dopo aver trascorso mesi in fase di sviluppo, a quanto pare Chrome OS ha raggiunto la maturità ed è stato considerato abbastanza stabile da poter equipaggiare i computer che utilizziamo tutti i giorni, anche se ancora non è stato distribuito ai tester sparsi un po’ in tutto il mondo. Tecnicamente, Chrome OS è un sistema operativo che si poggia quasi esclusivamente su un browser e sul concetto che nel mondo odierno molte delle attività da noi svolte possono normalmente essere fatte direttamente sul Web, senza per questo richiedere computer o notebook con configurazioni hardware impegnative e costose.

Di contro, però, per poter fruire completamente delle funzioni del sistema operativo, è necessario avere una connessione ad Internet. Acer, Asus, Sony e Samsung sono le aziende che a quanto pare presenteranno i primi prodotti basati su Chrome OS. Non resta che pazientare ancora un mesetto e poi… installare il sistema operativo di Google e metterlo subito a confronto con gli altri. Secondo voi chi vincerà?

Fonte: http://www.hwjournal.net/articoli/chrome-os-quasi-pronto-lo-vedremo-a-maggio-6738

Cos’è Ruby on Rails?

Ruby on Rails, spesso chiamato RoR o semplicemente Rails, è un framework open source per applicazioni web scritto in Ruby la cui architettura è fortemente ispirata al paradigma Model-View-Controller (MVC). I suoi obiettivi sono la semplicità e la possibilità di sviluppare applicazioni di concreto interesse con meno codice rispetto ad altri framework. Il tutto con necessità di configurazione minimale.

Rails è principalmente distribuito attraverso RubyGems, che è il formato dei pacchetti e il canale di distribuzione ufficiale per librerie ed applicazioni Ruby.

Filosofia

I principi guida di Ruby on Rails comprendono "Don't Repeat Yourself" e "Convention Over Configuration".

"Don't Repeat Yourself" significa che le definizioni devono essere poste una volta soltanto. Poiché Ruby On Rails è un framework "full-stack", i componenti sono integrati in modo tale che i collegamenti fra di essi non devono essere impostati manualmente. Ad esempio in Active Record, le definizioni delle classi non devono specificare i nomi delle colonne; Ruby può estrarli direttamente dal database, dunque riportarli anche nel programma sarebbe ridondante.

"Convention Over Configuration" significa che il programmatore ha bisogno di metter mano alla configurazione soltanto per ciò che differisce dalle convenzioni. Ad esempio, se un modello è costituito dalla classe Post, la corrispondente tabella nel database deve chiamarsi posts, o altrimenti deve essere specificata manualmente (set_table_name "blogposts", nel caso in cui blogposts sia il nome della tabella).

 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails

Cosa sono i Portlet?

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

portlet sono moduli web riusabili all'interno di un portale Web. Tipicamente, una pagina di un portale è suddivisa in una collezione di finestre, il contenuto di ciascuna delle quali viene definito da un diverso portlet. Ciascun portlet è destinato ad una semplice applicazione, ad esempio servizi di news, previsioni meteo, o funzionalità legate a forum o email. In quanto finestre, i portlet possono essere chiusi o ridotti o spostati. L'utente che accede al portale può così personalizzare la sua pagina personale, adattando i contenuti della stessa alle proprie esigenze.

La tecnologia dei portlet e dei portali utilizza un insieme di standard allo scopo di consentire lo sviluppo di portlet portabili, ovvero che possano essere usati nel contesto di portali sviluppati con tecnologie differenti.

Standard

Lo standard WSRP (Web Services for Remote Portlets) definisce un protocollo standard per il dialogo fra il portale e i portlet. La Java Portlet Specification (JSR168) definisce un insieme di interfacce applicative (API) per l'interazione fra un portlet containe re i portlet; una implementazione molto diffusa della specifica JSR168 è Apache Pluto; altre implementazioni sono state sviluppate da IBMOracle e BEA Systems. Fra le implementazioni open source di portali conformi allo standard ci sono anche Jetspeed 2 Portal Server (ancora sviluppato da Apache), JBoss PortalLiferay Portal e Stringbeans Portal.

Portlet e Servlet

I portlet sono un tipo speciale di servlet, progettati per essere inseriti facilmente in un portal server ed essere eseguiti. A differenza dei servlet, i portlet non hanno comunicazione diretta con il browser, non possono dunque inviare redirect o errori, inoltrare richieste o scrivere markup al flusso in uscita.

I portlet sono componenti più semplici e quindi più leggeri. Ciò consente una maggior facilità di gestione: possono essere impostati, installati o rimossi, creati o cancellati e impostati direttamente dall'amministratore usando l'interfaccia del portale.

A differenza dei servlet, che possono rappresentare pagine web complete, i portlet rappresentano singoli componenti, aggregati dal portale che svolge la funzione di Web container. Ne consegue che il portlet container del portale ha un ruolo più determinante del servlet container, poiché attraverso di esso i portlet comunicano tra loro, accedono a contenuti remoti e a dati persistenti. Inoltre i portlet non possono essere raggiunte da un URL specifico, in quanto è il portale intero ad avere associato l'indirizzo.


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Wget per scaricare interi siti web

Ecco uno dei comandi base e fondamentali che ogni utente dovrebbe conoscere:  wget.

Wget non è altro che una piccola utility a riga di comando in grado di recuperare file tramite i più famosi protocolli internet come HTTP, HTTPS, FTP!

Inoltre questo tool è non interattivo, può quindi funzionare in background senza che l’utente sia sempre presente.
 

Con wget potrete scaricare un’intera pagina web e leggerla offline o addirittura l’intera struttura e l’intero sito che verranno salvati sul vostro HD grazie ad un processo ricorsivo. Viene rispettato il Robot Exclusion Standard (robots.txt), e la cosa bella di wget è che insisterà nello scaricare un file anche se questo è momentaneamente non disponibile a causa di qualche problema di rete fino a quando non sarà disponibile nuovamente; addirittura se il server lo supporta, si può continuare il download da dove era stato interrotto.

Wget è stato realizzato in modo robusto per supportare connessioni lente o instabili.

 

Vediamo ora come utilizzare wget. Se possedete Ubuntu non dovrete installarlo essendo già presente di default nel sistema ma questo vale anche per molte distro linux.

Da dire che wget è un tool stracolmo di opzioni,che permette di fare davvero tantissime cose. Oggi vi mostro come scaricare un intero sito web, in background, dando soltanto una linea di comando. La sintassi esatta è:

wget -k -r -p -D dominio.org --restrict-file-names=sistema http://www.sitoweb.org

E, adesso, capiamo cosa significano tutti gli argomenti che abbiamo dato in pasto a wget.

  • -k (o --convert-links): questo argomento fa si che, alla fine del processo di download, tutti i links alle pagine siano convertiti a links relativi, in modo da permettere la navigazione offline;
  • -r (o --recursive): questo argomento permette il download – in gergo – di tipo ricorsivo, così da scaricare sicuramente l’intero sito web;
  • -p (o --page-requisites): questo argomento permette di scaricare anche ciò di cui si ha bisogno per visualizzare correttamente la pagina (fogli di stile,immagini, javascripts eccetera eccetera);
  • -D (o --domains): questo è un argomento importantissimo, per non ritrovarvi la macchina piena di pagine web inutili: scarica soltanto i links interni al dominio (o ai domini, separati l’un l’altro da una virgola) da voi specificati, in genere si usa quello del sito stesso;
  • --restrict-file-names: altro argomento importante, permette di modificare i nomi dei files così da non andare in contrasto con il sistema operativo che state usando. I possibili parametri sono unix (se dovrete visualizzare il sito su un sistema Unix) o windows (se dovrete visualizzarlo su Windows).
  • L’ultimo parametro, come avrete capito, è l’url del sito web che andrete a scaricare.

Se, quindi, io volessi scaricare l’intero sito http://www.chimerarevo.com, andrei a scrivere a terminale

wget -k -r -p -D chimerarevo.com --restrict-file-names=unix http://www.chimerarevo.com

Alla fine del processo, avrete bello e pronto il vostro sito web in una cartellache si chiamerà esattamente www.vostrosito.org. Qualora dovreste avere problemi con il download (se, per caso, dovesse cadervi la connessione ad esempio) potrete utilizzare il comando precedente per continuare il download, aggiungendo però anche il parametro -nc (o --no-clobber)che permette di non sovrascrivere i files già scaricati.

Semplice, veloce e indipendente: cosa c’è di meglio? :)
 

Fonte: http://www.chimerarevo.com/2010/06/16/wget-un-comodo-comando-da-terminale-per-scaricare-interi-siti-web/

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