Posts tagged ‘OPEN’

NotaSoftware V 0.3 ( TBIM ) Rilasciato!

Ciao a tutti,
l'ultima versione del software è stata appena rilasciata nell'area downloads.

Al momento la sola versione disponibile è la TBIM ( quella da installare a mano ), ma a brevissimo sarà anche rilasciato il setup per windows.

Il vantaggio della TBIM è comunque quello che è possibile installarla pressocchè su tutti i più diffusi sistemi operativi ( Windows, Linux, MAC ).

Non esitate a utilizzare il forum nel caso in cui incontriate problemi nel suo utilizzo o semplicemente vogliate customizzare il software secondo le vostre esigenze.


LibreOffice 3.5 si è messo a dieta: sempre più snello e performante

Fin dal primo lancio del progetto LibreOffice, avvenuto alla fine del 2010, uno degli obiettivi dei suoi leader è stato quello di eliminare il codice ridondante e inutile che ha ereditato da OpenOffice e che, alla fine, non serve assolutamente a nulla se non ad ostacolare l’evoluzione della nuova suite per ufficio. Michael Meeks, che lavora sia per SUSE Linux sia come coordinatore del lavoro di sviluppo per LibreOffice, ha spiegato la situazione attraverso il suo blog:

Una delle cose che purtroppo LibreOffice ha ereditato come debito non saldato dai tecnici per decenni, è stata la presenza di codice inutile che era stato abbandonato lì indefinitamente.


Eliminare il codice era diventato un obiettivo chiave per The Document Foundatione Meeks ha aggiunto che l’obiettivo è stato quasi raggiunto un anno dopo, con una dieta che ha ridotto a quasi la metà il codice effettivo della richiesta rispetto a quella versione iniziale. Questo piano di perdita di peso servirà ora a fornire un risultato migliore e, quando LibreOffice 3.5 sarà disponibile il prossimo febbraio, lo farà con “un gran numero di nuove caratteristiche e miglioramenti delle prestazioni”, secondo un recente articolo nel blog ufficiale.

Ottimo lavoro quello del team, non c’è che dire :)


Fonte:http://www.chimerarevo.com/2012/01/12/libreoffice-3-5-si-e-messo-a-dieta-sempre-piu-snello-e-performante/


Conto alla rovescia per la versione 0.3 di NotaSoftware

Ragazzi ci siamo quasi: la versione 0.3 di NotaSoftware sta per essere rilasciata ufficialmente. Data di rilascio: 23/01/2012.

Ma cosa porta con se? Premetto immediatamente che sostanzialmente le funzionalità offerte sono rimaste essenzialmente le stesse ( fatta eccezione per dei nuovi oggetti che è possibile utilizzare nell'implementazione delle proprie personalizzazioni ), ma è il core ( il cuore pulsante del software ) che è variato moltissimo.

L'idea è stata quella di non offrire più un "semplice" software gestionale, quanto piuttosto di fornire all'utente finale una strumento versatile, malleabile e modificabile secondo le proprie esigenze.

Il vostro software cambia dinamicamente a seconda delle esigenze.

Mediante il nuovo "Nota" infatti sarà molto più semplice personalizzare le proprie anagrafiche, la creazione di entità ( anche master/detail e master/multi_detail! ), la customizzazione dei menu, l'implementazione di funzioni custom, la creazione di report e tanto altro.

Quasi sempre tali operazioni risulteranno del tutto banali e non richiederanno nessuna compilazione ulteriore del software. Anzi saranno eseguibili real-time nello spazio di un secondo.

Ovvio che le modalità di modifica al software dovranno essere studiate e conosciute ( a pro di ciò è disponibile il forum e continuerò a pubblicare tutorial e guide ). Ma saranno davvero accessibili anche ai meno esperti. Basterà infatti variare semplici parametri nel db legato alla propria azienda per vedere il proprio software cambiare forma ed aspetto sotto i propri occhi.

Per Lunedi 16/01/2012 conto di fornire online una prima demo finalizzata al debug prima del rilascio. Se qualcuno ha interesse a partecipare a questa fase come tester non ha che da chiederlo nel forum dedicato.

Stay tuned!
Magnus.

Cos’e’ bitcoin?

Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open sourceprogettato per implementare il protocollo e la rete peer-to-peer che ne risulta. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere un bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

La progettazione di Bitcoin prevede il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete. I bitcoin possono essere salvati su di un personal computer sotto forma di portafoglio o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso i bitcoin possono venir trasferiti attraverso Internet a chiunque disponga di un indirizzo bitcoin. La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin oinflazionare la moneta creandone di nuova.

 

Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito cryptocurrency, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai sullamailing list.

Il valore totale dell'economia Bitcoin calcolato in aprile 2011 è di circa 7 milioni di dollari.

L'economia basata sui Bitcoin è ancora molto piccola se paragonata ad economie stabilite da lungo tempo ed il software è ancora in uno stato di beta release, tuttavia attualmente vengono commercializzati merci e servizi veri, come ad esempio automobili usate o contratti di sviluppo software. I Bitcoin vengono accettati sia per servizi online che per beni tangibili.[3] La Electronic Frontier Foundation ed il Singularity Institute accettano donazioni in Bitcoin. I commercianti cambiano regolarmente i bitcoin in diverse valute che comprendono Dollari americani, Euro, Rubli russi e Yen giapponesi utilizzando appositi siti di cambio[6] Chiunque può controllare la catena dei blocchi ed osservare le transazioni in tempo reale. Diversi servizi sono già disponibili per facilitare questa operazione.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

Montaggi video con Linux

OpenShot Video Editor è un software libero di montaggio video non lineare per il sistema operativo Linux. Il progetto è stato iniziato ad agosto 2008 da Jonathan Thomas.

È sviluppato in linguaggio Python, utilizza il toolkit GTK+ e il framework MLT, lo stesso utilizzato dal programma analogo Kdenlive.

Nonostante ancora in fase di sviluppo, il 18 agosto 2009 furono rilasciati i pacchetti Deb per facilitare l'installazione agli utenti della distribuzione Linux Ubuntu. All'inizio del 2010 è uscita la prima versione stabile 1.0.

Caratteristiche

  • Supporto per molti formati video e di immagini (basato su FFmpeg)
  • Multi traccia
  • Transizioni video con anteprime in tempo reale
  • Composizione e sovrapposizione di immagini
  • Creazione titoli
  • Cambiamento di velocità nei singoli spezzoni di video (slow motion ecc)
  • Effetti video come regolazione della luminosità, del colore e il chroma key
  • Esportazione in molti formati (se supportati da FFmpeg)
  • Compatibilità con standard video ad alta definizione come HDV e AVCHD

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/OpenShot_Video_Editor


Android è Linux? GNU? Open source?

Togliamoci subito dalle palle la questione più idiota. Android è Linux. Diffidate da chi vi dice altrimenti, prima di tutto perché dice il falso, e poi perché vi porta a discutere su una questione inesistente, sostanzialmente rubandovi del tempo che nessuno vi restituirà mai più. Visto che io ci sono cascato all’epoca, vi risparmio la pena e argomento con alcune precisazioni. Android è basato sul kernel Linux: come potete vedere nella schermata qui a fianco, sul mio Nexus One gira Android 2.3.3 Gingerbread, basato su kernel Linux 2.6.35-e-rotti.

Differente discorso, completamente slegato, è se Android sia GNU/Linux. In questo caso dobbiamo prima metterci d’accordo su cosa significhi GNU/Linux e perché, ma ad ogni modo direi che no, Android non è GNU. Il sistema è open source e contiene parti GPL, ma che io sappia non derivano dal progetto GNU, del resto tutte le distribuzioni Linux hanno in fin dei conti ben poco di quel che si definisce strettamente GNU.

Ovviamente dire che Android è Linux non significa che Android è Ubuntu o Fedora o SUSE ecc… A parte il kernel Linux, tutto il grosso delle API per le applicazioni è fornito da Dalvik, una versione modificata di Java creata da Google. Così come non ci sogneremmo di installare Tux Racer su un orologio Linux o qualsiasi dispositivo Linux embedded, le applicazioni scritte per GNU/X11/GTK|Qt/Linux non girano su Android e viceversathat simple.

In realtà la questione è vissuta male da chi tira in ballo politica, religione e lo stravagante timore che Google si appropri di Linux in qualche modo, se ci pensate sono un po’ le stesse strane paranoie spesso sollevate riguardo a Ubuntu… Ora, se c’è un dibattito in cui non voglio minimamente mettere piede è quello religioso/politico, a me basta sapere che il codice sorgente di Android è aperto e regolarmente rilasciato ad ogni nuova versione e che tale codice, basato sul kernel Linux, pilota il mio smartphone e quello di un numero sempre crescente di utenti, che possono avere un’alternativa aperta ad iOS e altri sistemi proprietari.

Fonte: http://pollycoke.org/2011/03/15/android-visto-da-un-pinguino-curioso/

Una alternativa open source all’android market

Ecco un’alternativa all’Android Market, si chiama YAAM, shop di natura open-source che favorisce molto gli sviluppatori di applicazioni. YAAM, è l’acronimo di “Yet Another Android Market“, in italiano: “ancora un altro Android Market”. Con questo lo sviluppatore sostiene che le alternative all’Android Market ci sono. Essendo un progetto open-source YAAM rende disponibile ad ogni utente il codice sorgente su Pixello Studio

 

Lo shop di applicazioni è già da diversi mesi on-line ma di recente ha ricevuto un nuovo aggiornamento che ne ha migliorato le funzionalità. Attualmente gli iscritti al market sono 23.000 mila e 400 le applicazioni disponibili. Tra le feature più rilevanti di YAAM ricordiamo:

  • Nessun limite per la descrizione delle applicazioni
  • Possibilità di inserire sino a 6 schermate a corredo della descrizione
  • Possibilità di inserire la descrizione in formato HTML
  • Il ricavato della vendita di applicazioni sarà devoluto interamente allo sviluppatore (eccettuati i costi relativi alla transazione di PayPal) e non come accade con l’Android Market che trattiene circa il 40% del ricavato.

Il market ovviamente non è reperibile nell’Android Market, ma deve essere scaricato da questo sito e può essere installato abilitando la funzione dello smartphone che permette l’installazione di applicazioni non ufficiali.

Fonte

Fatturazione e Contabilità GPL con Nota Software

Il progetto di realizzare un software contabile veramente aperto, multipiattaforma e semplice da usare è stato raggiunto con l'ultima release di "Nota – Il Software Gestionale".

“Nota – Il software gestionale” è un software che consente di tenere una contabilità in partita doppia. I commercialisti, ad esempio, possono utilizzarlo per far compilare la Prima Nota ai propri clienti con la possibilità di personalizzare il piano dei conti secondo le proprie esigenze.
Il software inoltre prevede la possibilità di gestire il proprio magazzino e di curare le necessità di fatturazione di una piccola/media impresa.
 
Adatto sia per uso personale che aziendale è ideale per la contabilità di professionisti, e piccole aziende.

Nota è distribuito totalmente gratuitamente, è aggiornato continuamente e da pochissimo ha adottato la licenza GPL.

Il suo utilizzo non comporta quindi all'utente finale nessun costo. Anzi quest'ultimo sarà libero di distribuirlo e/o modificarlo a suo piacimento ( l'autore spera che eventuali fork gli siano almeno segnalati ).

Il software è scritto totalmente in JAVA ( JSP / Ajax ) e si avvale di MYSQL come database di supporto.

Il codice del software è già immediatamente reperibile su sourceforge ed ad oggi è alla base di un programma che potremmo definire sufficientemente stabile.

Segnaliamo inoltre che il forum presente sul sito ufficiale ( abbastanza popolato ) rappresenta un utile strumento d'aiuto per gli utenti finali e gli sviluppatori.

Cos’è Ruby on Rails?

Ruby on Rails, spesso chiamato RoR o semplicemente Rails, è un framework open source per applicazioni web scritto in Ruby la cui architettura è fortemente ispirata al paradigma Model-View-Controller (MVC). I suoi obiettivi sono la semplicità e la possibilità di sviluppare applicazioni di concreto interesse con meno codice rispetto ad altri framework. Il tutto con necessità di configurazione minimale.

Rails è principalmente distribuito attraverso RubyGems, che è il formato dei pacchetti e il canale di distribuzione ufficiale per librerie ed applicazioni Ruby.

Filosofia

I principi guida di Ruby on Rails comprendono "Don't Repeat Yourself" e "Convention Over Configuration".

"Don't Repeat Yourself" significa che le definizioni devono essere poste una volta soltanto. Poiché Ruby On Rails è un framework "full-stack", i componenti sono integrati in modo tale che i collegamenti fra di essi non devono essere impostati manualmente. Ad esempio in Active Record, le definizioni delle classi non devono specificare i nomi delle colonne; Ruby può estrarli direttamente dal database, dunque riportarli anche nel programma sarebbe ridondante.

"Convention Over Configuration" significa che il programmatore ha bisogno di metter mano alla configurazione soltanto per ciò che differisce dalle convenzioni. Ad esempio, se un modello è costituito dalla classe Post, la corrispondente tabella nel database deve chiamarsi posts, o altrimenti deve essere specificata manualmente (set_table_name "blogposts", nel caso in cui blogposts sia il nome della tabella).

 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails

Cos’è l’Objective C?

Objective C, spesso citato anche come Objective-C o ObjC o Obj-C, è un linguaggio di programmazione riflessivo orientato agli oggetti, sviluppato da Brad Cox alla metà degli anni ottanta presso la Stepstone Corporation.

Come lo stesso nome suggerisce, l'Objective C è un'estensione a oggetti del linguaggio C. Esso mantiene la completa compatibilità col C (a differenza di quanto avviene, per esempio, nel caso del C++). Tra l'altro, anche a causa di questa compatibilità, Objective C non è dotato di forte tipizzazione (caratteristica che invece esibiscono, tra gli altri, sia C++ che Java).

Le estensioni a oggetti con cui Objective C arricchisce il modello semantico del C sono ispirate al linguaggio Smalltalk, in particolar modo alla gestione dei messaggi. Le caratteristiche del runtime system collocano l'Objective C tra i linguaggi ad oggetti dinamici. Sono supportati tutti gli elementi classici della programmazione a oggetti; ma non mancano concetti innovativi anche su questo fronte, come il meccanismo delle categorie e strumenti legati alla riflessione.

La sua diffusione è principalmente legata al framework OpenStep di NeXT e al suo successore Cocoa, presente nel sistema operativo Mac OS X di Apple. A NeXT si deve il supporto dell'Objective C nel compilatore gcc di GNU.


Le origini

Nei primi anni '80, la pratica comune dell'ingegneria del software era basata sulla programmazione strutturata. Questa modalità era stata sviluppata per poter suddividere programmi di grandi dimensioni in parti più piccole, principalmente per facilitare il lavoro di sviluppo e di manutenzione del software. Ciononostante, col crescere della dimensione dei problemi da risolvere, la programmazione strutturata divenne sempre meno utile, dato che conduceva alla stesura di un numero sempre maggiore di procedure, ad uno spaghetti code e ad uno scarso riuso del codice sorgente.

Venne ipotizzato poi che la programmazione orientata agli oggetti potesse essere una potenziale soluzione al problema. In effetti Smalltalk aveva già affrontato molte di queste questioni ingegneristiche, pur con lo svantaggio di necessitare di una macchina virtuale che interpretava un oggetto in memoria chiamato immagine contenente tutti gli strumenti necessari. L'immagine Smalltalk era molto grossa, usava tendenzialmente un'enorme quantità di memoria per l'epoca e girava molto lentamente anche per la mancanza di un supporto specifico dell'hardware alle macchine virtuali.

L'Objective C fu creato principalmente da Brad Cox e Tom Love all'inizio degli anni '80 alla Stepstone. Entrambi erano stati introdotti a Smalltalk durante la loro permanenza al Programming Technology Center della ITT Corporation nel 1981. Cox aveva iniziato ad interessarsi ai problemi legati alla riusabilità del software e si accorse che un linguaggio simile a Smalltalk sarebbe stato estremamente valido per costruire potenti ambiente di sviluppo per i progettisti di ITT. Cox iniziò così a modificare il compilatore C per aggiungere alcune delle caratteristiche di Smalltalk. Ottenne così ben presto una implementazione funzionante di una estensione ad oggetti del linguaggio C che chiamò OOPC (Object-Oriented Programming in C). Nel frattempo Love fu assunto da Schlumberger Research nel 1982 ed ebbe l'opportunità di acquisire la prima copia commerciale di Smalltalk-80 che influenzò in seguito lo sviluppo della loro creatura.

Per dimostrare che il linguaggio costituiva un reale progresso, Cox mostrò che per realizzare componenti software intercambiabili erano necessari pochi adattamenti pratici agli strumenti già esistenti. Nello specifico, era necessario supportare gli oggetti in modo flessibile con un insieme di librerie software che fossero usabili e consentissero al codice sorgente (e ad ogni risorsa necessaria al codice) di essere raccolto in un solo formato multipiattaforma.

Cox e Love formarono infine una nuova impresa, la Productivity Products International (PPI), per commercializzare il loro prodotto che accoppiava un compilatore Objective C con una potente classe di librerie.

Nel 1986 Cox pubblicò la sua descrizione dell'Objective C nella sua forma originale nel libro Object-Oriented Programming, An Evolutionary Approach. Sebbene fosse attento a puntualizzare che la questione della riusabilità del software non poteva essere esaurita dal linguaggio di programmazione, l'Objective C si trovò spesso ad essere confrontato, caratteristica per caratteristica, con gli altri linguaggi


NeXT

Nel 1988, NeXT, la compagnia fondata da Steve Jobs dopo Apple, ottenne la licenza dell'Objective C da Stepstone (allora proprietaria del marchio) e realizzò il proprio compilatore Objective C e le librerie sulle quali basò l'interfaccia utente di NeXTSTEP. Sebbene le workstation NeXTSTEP non riuscissero ad avere un forte impatto sul mercato, i loro strumenti vennero ampiamente apprezzati dall'industria del settore. Ciò portò NeXT ad abbandonare la produzione di hardware ed a focalizzarsi sugli strumenti software, vendendo NeXTSTEP (e OpenStep) come piattaforma per la programmazione.

In seguito il progetto GNU iniziò a lavorare sul clone gratuito che chiamò GNUstep, basato sullo standard OpenStep. Dennis Glatting scrisse il primo run-time gnu-objc nel 1992 e Richard Stallman lo seguì subito dopo con un secondo. il run-time GNU Objective C, che è usato dal 1993, è stato sviluppato da Kresten Krab Thorup mentre era studente universitario in Danimarca.


Apple

Dopo aver acquisito NeXT nel 1996, Apple ha usato OpenStep come base per il suo nuovo sistema operativo Mac OS X. Questo gli consentì di includere l'Objective C di NeXT ed il suo sistema di sviluppo Project Builder (in seguito rinominato Xcode). La maggior parte delle attuali API di Apple (API Cocoa) sono basate sugli oggetti d'interfaccia di OpenStep e costituiscono il più significativo ambiente di sviluppo basato su Objective C attualmente usato.


Oggi

Oggi Objective C è spesso usato in tandem con librerie fisse di oggetti standard (spesso denominati "kit" o "framework") come Cocoa o GNUstep. Queste librerie sono spesso fornite assieme al sistema operativo: le librerie GNUstep sono parte della distribuzione Linux e Cocoa di MacOS X. Il programmatore non è obbligato ad ereditare le funzionalità della classe base esistente (NSObject). Objective C permette la dichiarazione di nuove classi base che non ereditino nessuna delle funzionalità preesistenti. Originariamente gli ambienti di programmazione basati su Objective C offrivano la classe Object con alcune funzionalità di base, ma con l'introduzione di OpenStep, NeXT ha creato una nuova classe base chiamata NSObject che offriva caratteristiche aggiuntive oltre a quelle di Object. Quasi tutte le classi di Cocoa ereditano da NSObject.

La rinominazione non è servita solo per differenziare i nuovi comportamenti delle classi nel nuovo framework, ma ha consentito al codice che ancora usava la classe Object di coesistere (sebbene con alcune limitazioni) nello stesso run-time system. Nello stesso tempo l'introduzione del prefisso di due lettere è diventato una sorta di surrogato alla mancanza in Objective C degli spacename (o Namespaces che dir si voglia). Usare un prefisso per creare in identificatore di package informale è diventata un'abitudine standard nella comunità di programmatori Objective C.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Objective_C