13 maggio 2012, 13:15
Google ha iniziato la nuova manovra della sua evoluzione, al termine della quale avremo un motore di ricerca profondamente modificato dal punto di vista che più ci interessa: l’interpretazione. Stiamo parlando di quello che negli ultimi è definito come ricerca semantica. Come abbiamo già descritto di questo nuovo fronte nell’ambito della ricerca nel web in questo articolo, la ricerca semantica consiste nel considerare non le singole parole dell’argomento di ricerca immesso, bensì tutta la frase scritta ed il suo significato.
Google ha deciso quindi di iniziare l’upgrade un po’ alla volta, partendo dalla versione inglese del search engine. Le tracce che suggeriscono l’adozione del nuovo tipo di ricerca, o almeno una sua anteprima, consistono in una novità nella pagina del risultati. Infatti sul lato destro del search engine in inglese appare un box in cui è possibile trovare informazioni circa l’argomento da noi cercato, se disponibili. Ad esempio, se come argomento di ricerca si immette un personaggio storico, verranno mostrate biografia, data di nascita, eventi importanti e contenuti multimediali. Lo stesso vale per luoghi noti, personaggi famosi, film, serie televisive e tanto altro.
Per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi, non si sa quando il colosso di Mountain View si appresterà a introdurre le novità della ricerca semantica. A dire il vero, la novità non è stata nemmeno annunciata attraverso il blog ufficiale di Big G, ma è stata introdotta improvvisamente e notata da alcuni utenti del Regno Unito.
Fonte:http://www.chimerarevo.com/2012/05/11/google-ha-iniziato-lintegrazione-della-ricerca-semantica-del-web/
25 ottobre 2011, 09:47
Il supporto di base per l’HTTP pipelining è stato aggiunto ad una recente nightly build (106.464) di Google Chrome 17. La funzione è stata chiesta in primo luogo già nel 2009 ma l’implementazione ha preso più tempo del previsto per essere sviluppata e rilasciata.HTTP pipelining è una tecnica utilizzata per inviare richieste multiple su una singola connessione con conseguenti tempi di caricamento più veloci delle pagine. Utilizzando HTTP pipelining, un minor numero di pacchetti TCP devono essere inviati riducendo così il carico di rete.
I browser hanno diversi livelli di capacità con questa funzionalità. Opera, ad esempio, ha un pipelining HTTP pienamente funzionale mentre Firefox lo supporta in pieno ma non è una caratteristica predefinita. In questa nuova release di Google Chrome, il pipelining può essere attivato digitando:
chrome://flags
e attivandolo facendo clic sulla casella di controllo del pipelining HTTP. Dovrete riavviare il browser per completare la funzionalità. In questa implementazione i proxy non sono supportati e Google avverte che non tutti i server attualmente supportano il pipelining correttamente. Chrome 17 è attualmente una nightly build e non si hanno notizie precise circa i piani di Google: non è ancora chiaro se il pipelining HTTP sarà abilitato di default oppure dovrà essere attivato manualmente in seguito.
Fonte:http://www.chimerarevo.com/2011/10/25/google-chrome-17-sara-ancora-piu-veloce-grazie-al-pipelining-http/
21 settembre 2011, 10:24

Con l’apertura di Google Plus al pubblico passato da field trial allo stato di beta, anche l’applicazione Mobile riceve importanti aggiornamenti tra cui la possibilità di accedere aivideoritrovi tramite l’applicazione per Android (a breve la funzionalità sarà presente anche su iOS)!
Ma entriamo nel dettaglio seguendo passo passo il grande cammino intrapreso da Google con il suo strabiliante progetto.
Dalla data di lancio del progetto ad oggi molto in Google Plus è cambiato. Aggiornamenti su aggiornamenti e feedback di migliaia di utenti hanno sicuramente migliorato tantissimo la piattaforma rendendola user friendly in primo luogo, intuitiva e stabile.
Gli Hangout hanno dimostrato la loro semplicità e utlità sin dagli inizi e sono proprio loro la grande novità dell’ultimo aggiornamento rilasciato in data odierna sull’Android Market!

La funzione Videoritrovi ora è supportata da dispositivi Android 2.3 e superiori con foto/video camere (a breve sarà disponibile anche per iOS). Gli Huddle sono stati rinominati in Messenger e il loro layout è notevolemente migliorato disponendo i messaggi scambiati in uno schema più gradevole alla vista.Ma torniamo ad enumerare le funzioni introdotte dall’ultimo aggiornamento:
- Migliorato il supporto agli SMS. Gli utenti indiani ed americani possono ora postare su Google+, ricevere notifiche, rispondere agli “Huddle” rivolti anche a paesi stranieri, tutto tramite SMS. Basta associare il proprio numero di telefono alle impostazioni di Google+. Naturalmente si prevede che presto il supporto SMS sia introdotto anche in Italia.
- Migliorato il tag. Per aggiungere qualcuno delle proprie cerchie ad una conversazione o menzionarlo in un post o in un commento basta digitare +[suonome].
- È possibile cambiare foto profilo dall’applicazione Mobile.
- Puoi decidere quali notifiche vuoi ricevere sul tuo smartphone.
- È possibile spostare l’applicazione (che pesa in totale circa 20 MB) sulla memoria SD esterna.
- Huddle rinominati Messenger e introdotto lo sharing delle immagini.
- Videoritrovi da Mobile per Android 2.3!
Se non hai ancora installato l’applicazione di Google+ che aspetti?
Scaricalo da AppStore per iOS, dall’Android Market o leggendo il QR barcode qui sotto per dispositivi Android.
Ricordiamo che nonostante i Videoritrovi siano compatibili solo con le versioni superiori o uguali alla 2.3, l’applicazione può essere anche installata su dispositivi montanti versioni precedenti con la possibilità comunque di utilizzare il Messenger per l’invio di testo e foto.
Fonte:http://www.chimerarevo.com/2011/09/20/google-per-android-si-aggiorna-e-supporta-le-videochiamate-in-hangout/
3 giugno 2011, 15:43
Agli utenti di iPhone può capitare di voler provare un’applicazione scritta per Android. In passato abbiamo illustrato alcuni metodi per poter installare il sistema operativo mobile di Google su iPhone o iPod Touch, ma sarebbe un po’ troppo scomodo se lo scopo fosse semplicemente quello di vedere un’applicazione di Android. Esiste un metodo alternativo per poter provare queste applicazioni sul vostro iPhone, iPod Touch o iPad e senza impiegare tanto tempo.
Ci avveleremo di un browser per iDevices non molto diffuso in Italia, chiamatoPuffin. E’ disponibile su App Store al costo di 0,79 €. Se volete provare un’app Android seguento questa guida c’è bisogno che abbiate installato Puffin sul vostro dispositivo.
Collegatevi all’indirizzo http://hotspotshield.com/clientless/iphone/get_started.php, non necessariamente da iPhone. Hotspot Shield vi fornirà alcuni dati che vi serviranno per impostare una connessione VPN con un server americano. Ma perchè questo? Il motivo è che il servizio che ci interessa, fornito da Amazon, non è disponibile in Italia, per cui ci serviamo di una connessione privata virtuale con un server americano. Per avere le informazioni necessarie fate clic sul pulsante Get Account ID.
Ora disattivate la connessione Wi-Fi se è attiva, andate nelle Impostazionidel vostro iPhone e scegliete Generali > Rete > VPN. Aggiungete una nuova configurazione VPN, fate tap su IPSEC ed inserite i seguenti dati:
Descrizione: HotspotShield
Server: 68.68.107.101
Account: nome utente che vi è stato fornito da Hotspot Shield
Password: password che vi è stata fornita da Hotspot Shield
Certificato di uso: OFF
Nome gruppo: hss
Segreto: hss
Salvate la configurazione VPN e, se ne avete altre, rendetela predefinita. Infine attivate il VPN. Una volta connessi alla VPN, aprite il browser Puffin e andate nella sezione ANDROIDAPP, selezionate l’applicazione desiderata e fate tap su TEST DRIVE. Terminata la vostra prova, ricordatevi di chiudere la connessione VPN.
Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/06/02/come-provare-le-applicazioni-android-su-iphone/
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
11 maggio 2011, 16:15
Parli di iPhone o iPad e pensi ad Apple, parli di Android e ti viene in menteGoogle, parli di Google ed Apple e la prima cosa che pensi è alla loro infinita battaglia digitale a suon di applicazioni ed idee sfornate giorno dopo giorno! Attualmente bisogna ammettere che il mondo dell’editoria mobile è dominato e presente sui sistemi IOS, vedi iPad, ma il colosso di Mountain View non è rimasto a guardare con le mani in tasca ed è pronta a lanciare l’ennesima sfida a Steve Jobs.
Un’edicola digitale completamente dedicata ad Android, ecco la nuova idea di bigG che ha già inoltrato inviti a grandi e numerosi editori (tra cui il Time) per approdare su Android e farne crescere la popolarità e la stima in tutto il mondo. L’edicola dovrebbe contenere recensioni e notizie riguardanti le aziende multimediali che sfruttano, eseguono e testano in pieno i propri smartphone e device con sistema Android.
Google spera di lanciarlo anche per fornire un’esperienza più coerente per i consumatori che vogliono leggere riviste su dispositivi Android e per aiutare gli editori a riscuotere il pagamento per le loro applicazioni. L’idea sembra piacere per un motivo semplice che riguarda l’aspetto economico: Apple ha stretto accordi economici per far approdare molte testate sul proprio iPad ma ha sempre preteso almeno un 30% del ricavato che è assolutamente una percentuale di tutto rispetto ed un conguaglio molto alto che a cui molte case editrici farebbero volentieri a meno.
Steve Jobs è però un osso duro e, venuto a conoscenza dell’idea di Google, ha ben pensato di offrire un abbonamento per poter leggere i propri quotidiani preferiti ad un prezzo molto più basso rispetto al singolo acquisto ma va considerata anche l’altra faccia della medaglia che consiste nel dover fornire generalità come nome, cognome, email e rivista associata alla stessa società Apple.
Una mossa che molti utenti non vogliono accettare e che potrebbe spianare la strada a Google anche verso i prossimi Tablet marchiati Android che sono attesi davvero tra pochissimo tempo. Se volete approfondire l’argomento e conoscere maggiori informazioni allora collegatevi a questo indirizzo. E voi, cosa ne pensate? La sfida continua..
Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/01/04/google-sfida-apple-a-breve-unedicola-digitale-su-android/
10 aprile 2011, 14:38
Google ha annunciato un pò di tempo fa come il famoso tool per creare applicazioni Android fosse finalmente disponibile per tutti coloro che dispongono di un account Google. L’indirizzo è il seguente: appinventor.googlelabs.com
"L'obiettivo è di permettere alle persone di diventare creatori, non solo consumatori, nel mondo mobile", ha dichiarato Harold Abelson, esperto informatico del MIT che ha curato lo sviluppo del tool. Ovviamente un'iniziativa del genere è possibile soprattutto perché Android è una soluzione open source. Abelson in verità, in qualità di fondatore di Free Software Foundation, Public Knowledge and the Creative Commons, vorrebbe che lo fosse ancora di più.
Ultimamente il tool è stato nuovamente aggiornato.
La lista delle migliorie che sono state introdotte è lunga. Ecco le parole di Mark Friedman: "Abbiamo aggiornato App Inventor con diverse nuove funzioni e correzioni di bug. Si noti che è necessario riavviare il browser assieme a tutti i 'blocks editors'".
"La nuova versione dell'applicazione però introduce un noto problema, che sarà corretto con il prossimo aggiornamento: in alcune occasioni i checkbox si presenteranno formattati in maniera non corretta. Si noti che dovrebbero comunque essere visualizzati correttamente nel telefono e nell'emulatore".
A mio avviso questo è certamente un progetto da tener sotto controllo.
1 aprile 2011, 13:38
Secondo quanto pubblicato da più fonti sembra Google pretenda di pesare maggiormente riguardo Android nei confronti dei vari produttori di device.
Sembra che BigG abbia contattato tutti i maggiori produttori per informarli che per rimanere aggiornati sulle ultime versioni del sistema operativo, prima che vengano distribuite pubblicamente, dovranno ottenere l’approvazione di Andy Rubin, capo del gruppo Google che sviluppa Android sia per quanto riguarda le modifiche che vengono apportate al codice sia per quanto riguarda le partnership stipulate con altre aziende.
In realtà a mio modesto parere questa presa di posizione non deve per forza di spaventare. Una sorta di certificazione del codice presente in Android dovrebbe portare infatti ad un minino di qualità necessaria affinchè Android possa mantenere la propria nomea di sistema operativo di buon livello.
Quando Android fece la sua comparsa, molti si dimostrarono entusiasti dell’idea proposta. I produttori potevano sfruttare una piattaforma valida e condivisa senza dover spendere milioni nelsuo sviluppo, gli utenti avrebbero potuto godere dei vantaggi di un sistema più libero rispetto alla concorrenza e Google avrebbe avuto accesso al ricchissimo mercato della pubblicità e ricerca mobile.
La situazione nel 2011 è leggermente cambiata, avendo infatti BigG aggiunto alcune clausole di non frammentazione che danno all’azienda la possibilità di veto su ogni tipo di modifica effettuata ad Android.
Accettabile credo, se lo scopo fosse solo quello di fornire un comune denominatore alla user exprience.
30 marzo 2011, 08:43
Direi che l'acquisizione della Sun da parte di Oracle non ha certo portato a pochi sconvolgimenti.
Era il mese di Aprile del 2010 e ricordo perfettamente che
la notiziona arrivò un pò inaspettata: James Gosling, praticamente l’ inventore di Java, aveva lasciato quella che era la Sun immediatamente prima della sua fusione con Oracle per non specificati motivi ( sui quali preferì tacere, come specificato sul suo blog ).
Ricordiamo anche un altro singolare episodio riguardante Oracle, quello che vede l’azienda attaccare Google per via di infrazioni sul copyright nell’utilizzo di Java.
Al momento fonti ufficiali riportano che Gosling lavorerà per Google, e lo dimostra un post proprio sul blog del papà di Java.
«Nonostante l’ultimo anno abbia avuto una svolta piuttosto inattesa [...] mi ritrovo ad avere il mio primo incarico in Google. [...] Una delle cose più difficili della vita è fare delle scelte. E’ stato difficile dire di “no” a tante altre eccellenti offerte. [...] Non so a cosa lavorerò, ma mi aspetto di essere un po’ di tutto [...]»
Queste le parole più significative del post di Gosling: dopo un anno passato a lavorare in proprio il papà di Java si ritrova a lavorare per conto di chi, secondo i più, ha tentato di infrangerne la licenza. La vita è proprio strana.
Chissà che Google, non potendo avere Java, non abbia deciso di proposito di far leva sul suo inventore?
Che stia per nascere un nuovo e fondamentale fork del linguaggio?
1 marzo 2011, 09:26
Un crawler (detto anche spider o robot), è un software che analizza i contenuti di una rete (o di un database) in un modo metodico e automatizzato, in genere per conto di un motore di ricerca.
Un crawler è un tipo di bot (programma o script che automatizza delle operazioni). I crawler solitamente acquisiscono una copia testuale di tutti i documenti visitati e le inseriscono in un indice.
Un uso estremamente comune dei crawler è nel Web. Sul Web, il crawler si basa su una lista di URL da visitare fornita dal motore di ricerca (il quale, inizialmente, si basa sugli indirizzi suggeriti dagli utenti o su una lista precompilata dai programmatori stessi). Durante l'analisi di un URL, identifica tutti gli hyperlink presenti nel documento e li aggiunge alla lista di URL da visitare. Il processo può essere concluso manualmente o dopo che un determinato numero di collegamenti è stato seguito.
Inoltre i crawler attivi su Internet hanno la facoltà di essere indirizzati da quanto indicato nel file "robots.txt" posto nella root del sito. All'interno di questo file, è possibile indicare quali pagine non dovrebbero essere analizzate. Il crawler ha la facoltà di seguire i consigli, ma non l'obbligo.
Ecco di seguito una tabella con i nomi degli spider dei principali motori di ricerca
| Nome spider |
Motore di ricerca |
| googlebot |
Google |
| fast |
Fast – Alltheweb |
| slurp |
Inktomi – Yahoo! |
| scooter |
Altavista |
| mercator |
Altavista |
| Ask Jeeves |
Ask Jeeves |
| teoma_agent |
Teoma |
| ia_archiver |
Alexa – Internet Archive |
| Yahoo! Slurp |
Yahoo |
| Romilda |
Facebook |
| BBragnet |
2scimmie.it |
Dati aggiornati al 21/02/2008
La seguente è una lista di architetture pubbliche di crawler di carattere generico:Esempi di Web crawlers
- Bucean (Eichmann, 1994) è stato il primo crawler pubblico. È basato su due programmi: il primo, "spider" mantiene la richiesta in un database relazionale, e il secondo "mite", è un browser www ASCII che scarica le pagine dal web.
- WebCrawler (Pinkerton, 1994) è stato usato per costruire il primo indice testuale di pubblicità di un ramo del web. Era basato su lib-WWW per scaricare le pagine, e un altro programma per analizzare e ordinare URL per esplorazione tramite metodo grafico breadth-first. Include anche un crawler in tempo reale che segue i collegamenti basati sulle similarità del testo-ancora con la query condizionale.
- TennSpider (McBryan, 1994) era un crawler usato per costruire un semplice indice di titoli di documento e URL. L'indice poteva essere cercato usando il comando grep Unix.
- Google Crawler (Brin and Page, 1998) è descritto in alcuni dettagli, ma il riferimento è solo su una precedente versione di quell'architettura, la quale è basata su C++ e Python. Il crawler fu integrato col processo di indicizzazione, perché la selezione del testo fu fatta per indicizzare completamente il testo e anche per l'estrazione degli URL. Un server URL invia liste di URL per essere prelevato da diversi processi di crawling. Durante il parsing, gli URL trovati sono inviati a un server URL che controlla se l'URL è stato visto precedentemente. Se no, l'URL è aggiunto all'interrogazione del server URL.
- VnzOwna (da Silva et al., 1999) usato come schedulatore centrale e serie di collettori distribuiti. I collettori parsificano le pagine web scaricate e inviano gli URL scoperti allo schedulatore, il quale assegna il turno ai collettori. Lo schedulatore rinforza la ricerca ordinata breadth-first con una politica senza ordine per evitare il sovraccarico dei server web. Il crawler è scritto in Perl.
- Mercator (Heydon and Najork, 1999; Najork and Heydon, 2001) è un web crawler modulare distribuito e scritto in Java. La sua modularità sorge dall'uso di "moduli di protocollo" intercambiabili e "modelli di processo". I moduli di protocollo sono correlati per acquisire le pagine web (es: HTTP), e i moduli di processo sono correlati per processare le pagine web. I moduli standard possono essere usati per indicizzare il testo delle pagine, o per raccogliere statistiche dal Web.
- WebFountain (Edwards et al., 2001) è un crawler simile a Mercator ma scritto in C++. La sua particolarità sta nella "controller machine" che coordina una serie di "macchine-formiche". Dopo un ripetitivo scarico di pagine, un fattore di cambio è calcolato per ogni pagina e un metodo di programmazione non lineare deve essere usato per risolvere il sistema di equazione per massimizzare l'aggiornamento. Gli autori raccomandano di usare questo ordine di crawling nelle prime parti, e poi scambiare l'ordine uniforme nel quale tutte le pagine sono state visitate con la stessa frequenza.
- PolyBot [Shkapenyuk and Suel, 2002] è un crawler scritto in C++ e Python, composto da un manager, uno o più downloader e uno o più rilevatori DNS . Gli URL collezionati sono aggiunti su disco e processati più tardi per cercarli in modalità batch. La regolamentazione considera entrambi domini di terzi e secondi livelli (es di terzo: www.aaa.com, www2.aaa.com) perché i domini di terzo livello sono solitamente ospitati dallo stesso webserver
- WebRACE (Zeinalipour-Yazti and Dikaiakos, 2002) è un modulo sviluppato in java di crawling e caching, e usato come parte di un sistema più generico chiamato eRACE. La maggior funzionalità che spicca in Webrace è che, mentre molticrawler iniziano a cercare con un set di semi URL, WebRACE riceve continuamente nuovi URL dal form.
- Ubicrawler (Boldi et al., 2004) è un crawler scritto in Java. È composto da un numero di 'agenti' identici e la funzione di assegnamento è calcolata usando l'hashing dei nomi di host. Non c'è overlap, questo significa che nessuna pagina è indicizzata due volte, fino a quando un agente crawler non crasha; raggiunge alta scalabilità ed è tollerante ai fallimenti.
- FAST Crawler (Risvik and Michelsen, 2002) è un crawler usato dai Fast Search & Transfer.
- Labrador,un crawler privato che collabora con il progetto Open Source chiamato Terrier Search Engine.
- Spinn3r,un crawler usato per costruire l'anima di Tailrank.com. Spinn3r è basato sul java e la maggior parte dell architettura è Open Source.
- HotCrawler, è scritto in C e PhP.
Crawler di tipo open-source [modifica]
- DataparkSearch è un crawler e motore di ricerca rilasciato sotto la General Public License (GNU).
- Ebot è un crawler scalabile e distribuito scritto in Erlang e rilasciato sotto la General Public License (GNU).
- Wget è un crawler a riga di comando scritto in C e rilasciato sotto General Public License.. È tipicamente usato per siti mirror e FTP.
- Heritrix è il crawler di maggior qualità di estrazione dagli archivi web, studiato per archiviare periodici screenshot di una larga porzione del web. È stato scritto in Java.
- ht://Dig include un crawler web nel suo motore di indicizzazione.
- HTTrack usa un web crawler per creare una replica di un sito web per la consultazione off-line. È stato scritto in C e rilasciato sotto licenza GNU GPL.
- JSpider è un web spider altamente personalizzabile rilasciato sotto licenza GPL.
- Methabot è un web crawler ottimizzato per la velocità e a riga di comando scritta in C e rilasciato sotto licenza ISC. Comprende un sistema di configurazione, un modulo di sistema e supporto per obiettivi di crawling attraverso il file system locale, HTTP o FTP.
- Nutch è un crawler scritto in java sotto licenza Apache. Può essere usato assieme all'indice testuale creato con Lucene.
- WebVac è un crawler usato dal Stanford WebBase Project.
- WebSPHINX (Miller e Bharat, 1998) è composto da una libreria Java che implementa la query multipla delle pagine web e il parsing HTML, un'interfaccia utente grafica per impostare gli indirizzi di partenza per estrarre i dati scaricati e per implementare un motore di ricerca basilare di testo.
- WIRE – Web Information Retrieval Environment (Baeza-Yates e Castillo, 2002) è un web crawler scritto in C++ e rilasciato sotto licenza GPL, inclusi diverse linee di condotta per catalogare le pagine web scaricate e un modulo per generare statistiche e rapporti sulle pagine scaricate, usato per la caratterizzazione web.
- LWP::RobotUA (Langheinrich , 2004) è una classe Perl distribuita sotto licenza Perl5.
- Web Crawler è web crawler open source per .NET scritto in C#.
- Sherlock Holmes raccoglie e indicizza dati testuali (file di testo, pagine web, ecc.), sia localmente che nella rete. Holmes è sponsorizzato e usato commercialmente dal portale web ceco Centrum. è usato inoltre dal sito Onet.pl.
- YaCy é un motore di ricerca liberamente distribuito, costruito sui principi dei network di p2p (sotto licenza GPL).
- Ruya è open source ad alte prestazioni basato sulla ricerca Breadth-first, crawler di livello base. È usato per gestire siti web inglesi e giapponesi nel miglior modo possibile. È rilasciata sotto licenza GPL e scritto interamente in linguaggio Python.
- Universal Information Crawler è un web crawler di uso veloce. Salva e analizza i dati.
- Agent Kernel è una struttura Java per pianificare, trattare e stoccare i dati durante il crawling.
- Squzer, un web crawler open-source, espandibile, multifunzione scritto in Python.
- Arachnode.NET è un web crawler open source promiscuo per scaricare, indicizzare e salvare contenuti Internet incluse e-mail, file, hyperlink, immagini e pagine web. Arachnode.net è scritto in C# usando SQL Server 2005 ed è rilasciato sotto licenza GPL.
- BBragnet è un web crawler open source (per server Linux) scritto in PHP utilizzato dal motore di ricerca 2scimmie.it
Critiche
Il termine Web Crawler viene utilizzato anche per indicare i controversi offline browser, come: PageNest (ex WebStripper), MSIECrawler, Offline Explorer, etc. Questi programmi sono concepiti per scaricare sul disco fisso del computer dell'utente il contenuto di un intero sito web. Ad esempio, Memory Alpha ne vieta l'utilizzo perché accedono al sito in modo aggressivo, rallentando drasticamente la fruizione del sito stesso da parte degli altri utenti[1] ed i trasgressori rischiano di essere bloccati[2].
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Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Crawler
6 settembre 2010, 16:32
Google, il più importante colosso del web, qualche tempo fa, ha lanciato un nuovo servizio che ha intitolato Realtime Search, il suo servizio di ricerca in tempo Reale.
La nuova funzionalità però non è da confondere questo servizio con il classico motore di ricerca, in quanto infatti è ben diverso: Google Realtime Search permette, una volta inserita una parola chiave, di ricercare tutte le discussioni aggiornate minuto per minuto sull’argomento specificato e gli effetti che sta avendo nel web.
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