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Connettere una APP Android ad un database mysql remoto

Una delle soluzioni più semplici ed utilizzate e quelle di costruire un "service in the middle". In pratica un servizio che si ponga nel mezzo e si occupi di serializzare/deserializzare i dati sa caricare/scaricare.

Ipotizziamo di avere sul server MYSQL remoto la seguente tabella:


CREATE TABLE `people` (
`id` INT NOT NULL AUTO_INCREMENT PRIMARY KEY ,
`name` VARCHAR( 100 ) NOT NULL ,
`sex` BOOL NOT NULL DEFAULT '1',
`birthyear` INT NOT NULL
)

In PHP potremmo serializzare i risultati di una query nel formato JSON in questo modo:


  1. <?php
  2. mysql_connect("host","username","password");
  3. mysql_select_db("PeopleData");

  4. $q=mysql_query("SELECT * FROM people WHERE birthyear>'".$_REQUEST['year']."'");
  5. while($e=mysql_fetch_assoc($q))
  6.         $output[]=$e;

  7. print(json_encode($output));

  8. mysql_close();
  9. ?>

Maggiori informazioni sul formato JSON qui: http://it.wikipedia.org/wiki/JSON

Il passo successivo sarà quello di lavorare ( ad esempio ) con i dati "serializzati" JSON nel modo seguente:

  1. String result = "";
  2. //the year data to send
  3. ArrayList<NameValuePair> nameValuePairs = new ArrayList<NameValuePair>();
  4. nameValuePairs.add(new BasicNameValuePair("year","1980"));

  5. //http post
  6. try{
  7.         HttpClient httpclient = new DefaultHttpClient();
  8.         HttpPost httppost = new HttpPost("http://example.com/getAllPeopleBornAfter.php");
  9.         httppost.setEntity(new UrlEncodedFormEntity(nameValuePairs));
  10.         HttpResponse response = httpclient.execute(httppost);
  11.         HttpEntity entity = response.getEntity();
  12.         InputStream is = entity.getContent();
  13. }catch(Exception e){
  14.         Log.e("log_tag""Error in http connection "+e.toString());
  15. }
  16. //convert response to string
  17. try{
  18.         BufferedReader reader = new BufferedReader(newInputStreamReader(is,"iso-8859-1"),8);
  19.         StringBuilder sb = new StringBuilder();
  20.         String line = null;
  21.         while ((line = reader.readLine()) != null) {
  22.                 sb.append(line + "\n");
  23.         }
  24.         is.close();

  25.         result=sb.toString();
  26. }catch(Exception e){
  27.         Log.e("log_tag""Error converting result "+e.toString());
  28. }

  29. //parse json data
  30. try{
  31.         JSONArray jArray = new JSONArray(result);
  32.         for(int i=0;i<jArray.length();i++){
  33.                 JSONObject json_data = jArray.getJSONObject(i);
  34.                 Log.i("log_tag","id: "+json_data.getInt("id")+
  35.                         ", name: "+json_data.getString("name")+
  36.                         ", sex: "+json_data.getInt("sex")+
  37.                         ", birthyear: "+json_data.getInt("birthyear")
  38.                 );
  39.         }
  40. }
  41. }catch(JSONException e){
  42.         Log.e("log_tag""Error parsing data "+e.toString());
  43. }


Ovviamente se si vuole gestire la connessione in HTTPS la cosa è fattibile.

 

 

Sviluppare una APP Android con Eclipse Juno è davvero divertente

Devo ricredermi: programmare ANDROID con Eclipse non è mai stato così facile e piacevole.

A patto però di avere a disposizione un terminale fisico su cui fare il debug della propria APP. Questo è sicuro ( l'emulatore infatti risulta davvero ancora troppo lento per consentire un debug agevole ).

Nel mio caso ho utilizzato il mio Samsung Galaxy S2 e devo dire che il risultato è stato davvero piacevole: tempi di upload e debug brevissimi.

E' stato sufficiente installare i driver del telefono ( nel mio caso ho installato direttamente KIES ), mettere il cellulare in modalità DEBUG ( menù sviluppo -> Modalità DEBUG ) e subito è stato riconosciuto da ECLIPSE come dispositivo disponibile.

Come non parlare della nuova versione di Eclipse ( JUNO )?

La stessa è scaricabile qui: http://www.eclipse.org/downloads/

Davvero fenomenale. Tutti gli aspetti più noiosi sono ora programmabili in maniera visuale e con la massima comodità ( ovvio che per fare qualcosa di una seppur minima complessità serve avere una buona infarinatura dell'ANDROID SDK, ma ciò è normalissimo ).





Ritengo che gli appassionati di JAVA possano davvero divertirsi con strumenti tanto potenti quanto versatili.

Nel mio caso mi sono dilettato a creare il gioco seguente (se vi capita dategli un'occhiata e magari dategli un voto):



Considerando che per lo sviluppo dello stesso ho impiegato qualche ora, devo dire che i risultati sono davvero entusiasmanti.   

Un’app per il sogno perfetto

COSTUME E SOCIETÀ – Cambiare il mondo? Si può fare. O, almeno, se ne possono cambiare i sogni. È quello che promette lo psicologo e performer britannico Richard Wiseman, che ha appena lanciato dal suo blog uno studio di massa per scoprire se si possono davvero pilotare i sogni. Il fatto è che Wiseman nei mesi scorsi ha partecipato allo sviluppo di Dream:ON, un’app per iPhone che, secondo le intenzioni, dovrebbe monitorare il sonno notturno e, soprattutto, indirizzare l’attività onirica .

Funziona così: prima di andare a dormire si “programma” l’app, scegliendo l’ora a cui si desidera essere svegliati e il “paesaggio sonoro” che più si avvicina al sogno desiderato (uccellini che cinguettano in campagna, sciabordio delle onde sulle spiaggia e così via). Poi si appoggia l’iPhone sul letto e lo si lascia lavorare. Durante la notte, l’app registra i movimenti del dormiente e, a partire da 20 minuti prima della sveglia, approfitta del primo momento di quiete per far partire il suono scelto.

«La teoria è che il suono può influenzare il subconscio e venire incorporato nel sogno», spiega lo psicologo. Al risveglio, l’app “chiede” di scrivere un breve resoconto del sogno, che può anche essere condiviso sui social network, al posto della classica fotografia, e che servirà a Wiseman per valutare se l’esperimento funziona davvero.

Chiunque – o meglio, chiunque possieda un iPhone – può partecipare, basta scaricare gratuitamente l’app. Attenzione però: solo un paio di paesaggi sonori sono gratis, gli altri vanno acquistati. Wiseman comunque mette subito in guardia: anche se Dream:ON dovesse funzionare, non è detto che basti una notte. Probabilmente ci vorrà qualche giorno perché il cellulare riesca a “introfularsi” nei nostri sogni. A proposito, potendo scegliere, voi che cosa desiderereste sognare? Wiseman mesi fa aveva lanciato un piccolo sondaggio tra i suoi lettori e queste sono le wordcloud che ha ottenuto, per donne e uomini.

Notate la differenza?

http://oggiscienza.wordpress.com/2012/04/11/unapp-per-il-sogno-perfetto/#more-29104

Aurasma porta la realtà virtuale su Android e iOS

Aurasma è un’applicazione per Android e iOS capace di portare la realtà aumentata nel nostro smartphone o tablet. Per l’esattezza, Aurasma aggiorna la sua precedente funzione di realtà aumentata, popolando il nostro schermo con divertenti personaggi 3D che scorrazzeranno indisturbati.

La compagnia ha mostrato Aurasma ultimamente ad una convention sul software per dispositivi mobili, dimostrando come faccia uso della fotocamera dello smartphone per prendere visione del monto attorno e trovare le cosiddette “Auras” per individuare località e scorci di ciò che si ha attorno o ciò che altre persone hanno già taggato con informazioni e immagini aggiuntive. Gli utenti possono creare le proprie Auras attraverso Aurasma stesso, scattando l’immagine di un oggetto da sovrapporre a quello che stiamo inquadrando con la fotocamera.

Una volta ottenuta la foto, è necessario scegliere un’altra immagine o un’animazione, appartenente alla memoria locale del telefono o alle librerie di Aurasma, che verrà “sovravisualizzata” su quella che abbiamo inquadrato. Una volta salvata l’ “Aura”, chiunque inquadri la stessa immagine, vedrà l’Aura che avete impostato e che potrà essere condivisa anche con gli amici.

Stando alla presentazione di Aurasma, il software funziona come il cervello umano, essendo in grado di associare insieme di immagini e creare connessioni basate su queste associazioni. Poiché i nostro smartphone sono ormai abbastanza potenti da eseguire un software che elabora immagini grezze (non codici a barre o immagini QR), Aurasma sarebbe in grado di colorare il mondo con le proprie Auras senza fatica. Sebbene il software non sia perfetto, merita certamente di provarlo, considerando anche che il suo download è totalmente gratuito, magari condividendolo con gli amici in modo da divertirsi di più.


Fonte: http://www.chimerarevo.com/2012/01/12/aurasma-porta-la-realta-virtuale-su-android-e-ios/

Come sviluppare applicazioni Android con Eclipse

Uno dei miglior ambienti di sviluppo per Android è senza ombra di dubbio Eclipse3.5 Galileo ( anche NetBeans comunque si difende davvero bene ).
Non a caso infatti google ha realizzato un apposito plugin che permette di agevolare di moltissimo la creazione di applicazioni utilizzando proprio l'IDE di cui stiamo parlando.

La guida che segue è orientata agli utenti ubuntu, ma in ogni caso anche gli utenti di sistemi operativi diversi potranno seguire a grandi linee i passi trattati:

Prerequisiti:

Eclipse 3.5
JavaDevelopmentKit (JDK e JRE)
AndroidSDK
Mac, Windows o Linux

Per prima cosa ci serve Eclipse3.5
Essendo quest'ultimo presente nei repository di Ubuntu è sufficiente aprire un terminale e digitare:

sudo apt-get install eclipse ( in alternativa è possibile visitare il sito ufficiale, scaricaterselo ed installarselo ).

Diamo per scontato che abbiate già installato java e il suo DevelopmentKit, in caso contrario fatelo.

Adesso scaricate l’SDK di android e scompattate l’archivio, la cartella estratta sarà proprio l’sdk di sviluppo, non serve installazione, è quindi necessario mettetela in una cartella che siete sicuri che non andrete a cancellare.

Ora non dovete far altro che aggiungere l’sdk android al vostro PATH, su linux:

sudo gedit .bashrc

e aggiungiamo alla fine del file:

#AndroidDev PATH
PATH=$PATH:$HOME/android-sdk-linux_x86/tools
export PATH

fatto questo salviamo il file e ricarichiamolo

source .bashrc
adesso siamo quasi pronti ad iniziare.

Apriamo quindi Eclipse e andiamo nel menu "Help" e scegliete la voce "Install new software".
Nella schermata che apparira alla voce "Work with" incollate il seguente link:


https://dl-ssl.google.com/android/eclipse/
e installate i software che vi verranno elencati (sono solo 2).

Riavviate Eclipse.

A questo punto l'IDE è ben configurato per sviluppare su Android!
Non vi resta che avviare un nuovo progetto Android e scrivere la vostra app.

Brain Jog, l’app per gli over50

NOTIZIE – In questi giorni ho l’impressione che esista un’app per ogni cosa. (vedete per esempio quiqui,qui e qui) Brain jog sembra (scusate, è) una divertente serie di test e giochini d’intelligenza, ma – attenzione – si tratta di un vero e proprio esperimento di psicologia per ultracinquantenni. I ricercatori della Queen’s University di Belfast hanno passato gli ultimi 18 mesi a progettare questa applicazione (per iPhone, iPod e iPad, gratuitamente disponibile nell’App Store di iTunes), e questa è solo la prima fase dell’esperimento.

In questo momento infatti Donald O’Brien e colleghi intendono perfezionare il più possibile lo strumento, cercando di dare agli ultracinquantenni il “gioco perfetto”. Chi usa la app infatti può fornire del feedback a chi l’ha progettata, raccontando la propria esperienza con l’applicazione. Gli scienziati intendono usare queste informazioni per continuare migliorare lo strumento e renderlo il più “friendly” possibile e cercando di fidelizzare il maggior numero possibile di utenti.

Nella seconda fase dell’esperimento invece gli scienziati intendono raccogliere dati sulle performance degli utenti fidelizzati (da almeno un certo periodo) per valutare quanto questo “brain training” (si tratta essenzialmente di quattro test diversi: abilità spaziali, memoria, abilità matematiche e fluenza verbale) aiuti a migliorare le funzioni cognitive del cervello maturo e in fase di invecchiamento.

I dati verranno usati per verificare se l’allenamento mentale come quello proposto nella app sia efficace nel contrastare il declino cognitivo associato all’invecchiamento, ma anche a patologie come le demenze.

Se volete provare Brain Jog, scaricatelo gratis da iTunes, senza alcun obbligo: potete giocare o smettere quando volete e, se non vi va, non dovete neppure rispondere alle domande. Buon divertimento.


Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/03/04/brain-jog-l%E2%80%99app-per-gli-over50/