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Cellulari e tumori: storia di un rischio annunciato e mai dimostrato

L’ultimo allarme arriva dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms: le radiofrequenze dei telefonini forse sono cancerogene. Come il caffè e i sottaceti. Davvero?

SALUTE – Partiamo dai fatti. Il 31 maggio, a Lione (Francia), un panel di esperti di 14 paesi è riunito per discutere il potenziale rischio cancerogeno dei campi elettromagnetici a radiofrequenze. Al termine dei lavori, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc) dell’Organizzazione mondiale della sanità emette un comunicato stampa. Si legge: le radiofrequenze associate ai cellulari “sono potenzialmente cancerogene per gli essere umani”. La definizione comporta l’ingresso ufficiale dei telefonini nel gruppo 2B, una lunga lista nella quale figurano 266 agenti (nella classe A ci sono le sostanze cancerogene accertate, in quella 2A quelleprobabilmente cancerogene, in quella 2B quellepossibilmente cancerogene). Significa che smartphone e cellulari, forse, fanno un po’ male, come caffè e sottaceti (questa sì che è una sorpresa!), ma anche pesticidi e benzina, nella stessa categoria. La nuova classificazione è sicuramente una notizia, considerando che finora i cellulari non erano mai stati “schedati” e soprattutto tenendo conto dell’autorevolezza della fonte. Vanno chiarite però parecchie cose.

Innanzitutto, la valutazione della Iarc non è basata su nuovi dati. Si tratta di revisione della letteratura in materia (nel comunicato stampa non si specificano i dettagli, si rimanda alla monografia Volume 102 di prossima pubblicazione, e all’anticipazione su Lancet Oncology il primo luglio). L’analisi ha riesaminato centinaia di articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni (studi su cellule, animali e persone), per stabilire una relazione di “causa-effetto” tra la comparsa di forme tumorali e tre tipi di sorgenti elettromagnetiche: radar e microonde (esposizione occupazionale); radio, tv e altri dispositivi wireless (esposizione ambientale); telefonia mobile (esposizione personale). Mentre nei primi due casi non sono emerse prove sufficienti, nel caso dei telefonini l’evidenza è stata giudicata “limitata”, per quanto riguarda il glioma (una rara forma di tumore maligno al cervello) e il neurinoma acustico (il tumore del nervo uditivo). Per tutti gli altri tipi di tumore (leucemie e linfomi sono tra ) l’evidenza è “inadeguata” per trarre conclusioni. Che cosa significa? Che “potrebbe esserci qualche rischio e dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra cellulari e rischio di tumori”, ha detto Jonathan Samet, della University of Southern California, che ha presieduto i lavori a Lione. Insomma, servono ulteriori studi. Nel frattempo, meglio adottare misure precauzionali, preferendo l’uso degli auricolari o gli sms alle lunghe conversazioni all’orecchio. Ma non lo sapevamo già?

Mentre le associazioni di consumatori si scatenano (il Codacons propone una class action per il rimborso dei danni da cellulare, domanda: perché non far causa, allora, anche ai produttori di caffé e sottaceti?) e inemici dell’elettrosmog cantano vittoria, proviamo a ripercorrere questa storia infinita. (A proposito di elettrosmog, il termine è stato coniato ormai diversi anni fa, quando è stato sollevato il possibile pericolo per la salute delle antenne di telecomunicazioni, come quelle di Radio Vaticana. La sentenza finale dell’Iarc è che queste antenne appartengono al gruppo 3, “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani”).

Ma torniamo ai cellulari.

Punto uno. Sono 20 anni che va avanti il dibattito sulla sicurezza dei telefoni senza fili, con risultati contraddittori, a volte allarmanti, più spesso rassicuranti. Gli stessi esperti dell’Iarc hanno ammesso che non sono in grado di fornire una quantificazione del possibile rischio. Citano uno studio “shock” secondo cui i grandi utilizzatori di cellulari, quelli che hanno passato al telefono 30 minuti al giorno per oltre 10 anni (per inciso: forse una volta mezz’ora al telefono era tanto, ma oggi non più) avrebbero il 40% di probabilità in più di sviluppare un glioma. D’altro canto, moltissimi altri studi hanno trovato deboli o nulle evidenze. Per questo, la conclusione parla di evidenze “limitate”, limitatamente a due specifici tumori. Inadeguate, per tutto il resto.

Punto due. Un anno fa, il più grande studio epidemiologico condotto finora, Interphone, dopo 10 anni, 19 milioni di euro e 10 mila intervistati di 13 paesi diversi, concludeva così: “L’uso del telefono cellulare non risulta legato allo sviluppo di tumori cerebrali”. Lo studio era coordinato proprio dalla Iarc (qui, il comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità). Ok, Interphone aveva parecchi punti deboli: per il campione esaminato (pazienti già affetti dal cancro o loro parenti), le modalità d’indagine (si chiedeva, a ritroso, di ricordare con quale frequenza e come avessero usato i telefonini negli ultimi 10 anni, una parola), i tempi biblici (10 anni sono tantissimi nel campo della tecnologia). Tuttavia non esistono ad oggi studi di popolazione più vasti di questo.

Punto tre. Si sa per certo che le radiofrequenze dei telefonini non hanno la capacità di modificare direttamente il Dna, a differenza delle radiazioni ionizzanti (come i raggi X o ultravioletti). L’unico effetto delle radiazioni non ionizzanti, quelle appunto dei cellulari, di cui si è sicuri al 100% è la capacità, ad alte intensità, di riscaldare i tessuti biologici. Ma che cosa questo possa provocare sulla salute, non è noto. Non c’è un meccanismo biologico che spieghi come le radiazioni non ionizzanti possano provocare il cancro o altri problemi fisici.

Punto quattro. Viene da chiedersi se sarà mai possibile quantificare in maniera precisa un rischio di cancerogenicità (se esiste) dei cellulari. Vengono utilizzati molto di più rispetto a qualche anno fa (se ne contano cinque miliardi nel mondo, solo in Italia quasi due a testa), ma i modelli cambiano continuamente, e emettono meno di quelli di vecchia generazione. Va detto, inoltre, che le uniche malattie su cui incombono dei sospetti, glioma e neurinoma acustico, hanno un’incidenza rara (cinque persone ogni 100.000 abitanti) ed esordio tardivo: verificare la responsabilità dei cellulari a distanza di tanto tempo è un’impresa difficile, come spiegavano gli esperti qui.

Punto cinque. “La classe di pericolosità 2B non comporta nessuna etichettatura o limitazione dei livelli di esposizione, perché non implica assolutamente la certezza del legame con i tumori”, come specificaSusanna Lagorio, esperta dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile scientifico per l’Italia dello studio Interphone. Le speranze di far chiarezza sono risposte nel prossimo grande studio: “Quello più importante, avviato nel 2010, si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa”, dice Lagorio. “Dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l’uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perché solo l’Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze”.

Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/06/01/cellulari-e-tumori-storia-di-un-rischio-annunciato-e-mai-dimostrato/#more-19249

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Quando un videogioco ti può salvare

I videogiochi non sono più soltanto un passatempo, da oggi possono avere anche un’applicazione terapeutica per aiutare a recuperare le abilità motorie nelle persone colpite da ictus cerebrale. Non stiamo certo parlando di Pac Man o di Tetris, ma di una nuova generazione di videogiochi

NOTIZIE – Il recupero dopo un ictus è spesso lungo e difficile soprattutto per quello che riguarda la mobilità degli arti superiori e la capacità a compiere le azioni della vita di tutti i giorni. Ben l’80-95% dei pazienti mostra disabilità motosensoriali anche a sei mesi di distanza dall’ictus, proprio a causa della complessità dei meccanismi coinvolti.

Una nuova ricerca pubblicata sulle pagine del Journal of NeuroEngineering and Rehabilitation,  dimostra che l’applicazione delle nuove tecniche cinematografiche per lo sviluppo dei nuovi videogiochi può accelerare e migliorare il recupero di un paziente colpito da paralisi dopo un ictus.

Dodici cinquantenni (8 uomini e 4 donne) hanno partecipato allo studio, sottoponendosi a un allenamento quotidiano di 2-3 ore per 8 giorni, indossando il CyberGrasp (un esoscheletro forza-riflettente), inserito sopra al CyberGlove (uno speciale guanto robotico) per assistere e misurare i movimenti della mano. I giochi, inizialmente sviluppati per l’utilizzo con il mouse, sono stati adattati per essere controllati dal CyberGlove e sono stati scelti per ottenere risultati sia sul controllo delle dita della mano, sia dell’efficienza del movimento del braccio. I parametri di risposta sono stati misurati prima e dopo aver giocato con i videogiochi e anche a sei mesi di distanza, per verificare l’effettivo recupero delle funzionalità del braccio.

I risultati ottenuti hanno dimostrato come i soggetti erano in grado di controllare più efficacemente sia il braccio, sia la mano nell’avvicinamento all’oggetto da afferrare. Si è ottenuto un significativo miglioramento della fluidità dei movimenti misurato attraverso il numero dei sub-movimenti (cioè le unità che compongono il movimento complesso) necessari per completare l’azione richiesta. L’analisi ha mostrato anche che i soggetti avevano anche un migliore controllo delle loro dita e una maggior velocità in tutti i test.

Mentre molti regimi di recupero si concentrano sull’allenamento della mano e del braccio separatamente, i videogiochi e gli ausili robotici utilizzati dai ricercatori statunitensi, lavorano per  migliorare contemporaneamente la funzione di entrambi. Se siete curiosi (e volete mettervi alla prova), nella ricerca appena pubblicata sono stati utlizzati PlasmaPong e Hammer Task per migliorare il coordinamento e velocità, mentre Hummingbird Hunt e Virtual Piano per ripristinare la precisione di presa e movimento delle dita della mano.


Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/05/19/quando-un-videogioco-ti-puo-salvare/

Cinema e Alieni – Accoppiata vincente

L'accoppiata Cinema-Alieni sembra essere diventata ormai una tappa fissa per le nostre sale, negli ultimi anni questa tematica si è fatta sempre piu presente agli occhi del grande pubblico con produzioni piu o meno buone trattando la tematica da diversi punti di vista.

Come non citare il famoso "Quarto tipo" (2009) dove viene trattato il tema delle abductions aliene e dove si è cercato il guadagno facile scrivendo che era una vicenda ispirata ad una storia vera?, cosa completamente falsa, ma che comunque ha fatto riflettere il pubblico su questa interessante tematica, anche se in questo film i rapiti sembrano piu che altro degli indemoniati..ne consiglio comunque la visione ,nel film troverete piccoli accenni a quello che è il vero studio delle abduction aliene mescolato con complete fesserie, il che però è gia qualcosa.

Da precisare e ripetere che in questa cittadina dell'Alaska non sono mai avvenuti questi fatti e questa dottoressa Abigail Tyler non esiste, cosi come i filmati che sono tutti ovviamente dei falsi.

Interessate spunto di riflessione è stato dato invece da "District 9" sempre del 2009 dove gli alieni vengono ghettizzati in campi di concentramento e vengono trattati come una specie inferiore…è interessante perchè per una volta non si usa la solita formula delle battaglie alla "Guerra dei due mondi" o "Indipendence day" ma qui è tutto piu tranquillo anche se i risvolti sono fanta-drammatici, gli Alieni vorrebbero tornare nel loro pianeta ma sono costretti apparentemente a rimanere schiavizzati dali umani…

Continua la lettura su: http://universoignoto.blogspot.com/2011/04/cinema-e-alieni-accoppiata-vincenteo.html

Sospeso il progetto S.E.T.I.

Il progetto SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, fondato ne 1974 e finalizzato alla ricerca di vita intelligente nei meandri dell'universo chiude momenteamente i battenti.

Secondo le motivazioni ufficiali questa decisione si è resa necessaria a causa della mancanza di fondi.
Per riprendere l'attività servirebbe almeno un finanziamento di 5 milioni di dollari, ma voci di corridoio affermano che il radiotelescopio rimarrà in mano ad un team ristretto di scienziati per essere mantenuto in funzione in prospettiva di tempi migliori.

Il progetto SETI negli anni ha suscitato l'interesse di molti e le critiche di altrettante persone che ne hanno sottolineato la poca utilità, a tal proposito è giusto comunque citare un episodio degno di nota.
Facendo un pò di storia come non ricordare il "wow signal"


Parliamo di iPad2

L'iPad 2 è la seconda generazione dell'iPad, il tablet computer sviluppato e prodotto da Apple. Il tablet è stato presentato il 2 marzo 2011,[2] le principali innovazioni del prodotto sono il nuovo processore dual core Apple A5, la presenza di due fotocamere, una anteriore e una posteriore, e un design più compatto con un peso inferiore. Il dispositivo è compatibile con la custodia di protezione magnetica sviluppata da Apple. l'iPad 2 è commercializzato nei colori bianco e nero.


Storia

L'amministratore delegato di Apple Steve Jobs ha presentato il tablet durante una conferenza stampa allo Yerba Buena Center diSan Francisco il 2 marzo 2011. Durante la stessa presentazione è stata presentata la versione 4.3 del sistema operativo iOS che avrebbe equipaggiato il tablet e sarebbe stata fornita come aggiornamento gratuito per i dispositivi iOS dal 9 marzo.[3] Durante la presentazione sono state mostrate le versioni dei programmi iMovie e GarageBand sviluppate per il tablet. Infine è stata presentata la Smart Cover, una serie di protezioni per lo schermo che si agganciano magneticamente e che possono fungere anche da supporto per il dispositivo. La commercializzazione del dispositivo negli Stati Uniti è iniziata l'11 marzo 2011 mentre la vendita in Italia ha avuto inizio il 25 marzo (in concomitanza con altri 24 Paesi).

Hardware

Esteticamente la nuova revisione del tablet è simile al precedente; il fattore di forma del dispositivo non cambia, ma il dispositivo diventa del 33% più sottile, passando dai 13 millimetri del precedente modello agli attuali 8.8 millimetri. Questo è stato ottenuto grazie a un assottigliamento della batteria, dello schermo e a un diverso metodo di assemblaggio del dispositivo.[4] Il dispositivo monta il processore Apple A5, un processore dual core che il produttore dichiara due volte più potente nell'esecuzione dei programmi del precedente processore Apple A4 e fino a nove volte più potente nell'elaborazione della grafica tridimensionale. Nello specifico il processore è basato sul processore ARM Cortex-A9 MP mentre la GPU è una PowerVR SGX543, da 8mm2 a 65nm, multicore, aderente alle specifico openGL 2.1. Test indipendenti hanno mostrato che la GPU è dalle 3 alle 7 volte più potente del precedente dell'elaborazione della grafica.[5] Il dispositivo è dotato di 2 moduli LPDDR2 DRAM (Low Power Double Data Rate version 2) da 256Mb l'uno, per complessivi 512Mb con bus a 1066 Mhz. La memoria, come nel modello precedente, è incorporata nel PoP del processore A5 ed è il doppio del precedente modello. Lo schermo è di tipo multi-touch widescreen lucido retroilluminato LED da 9,7", con risoluzione di 1024×768 pixel a 132 ppi (pixel per pollice) con tecnologia IPS, rivestito da un oleorepellente a prova di impronte, come per il precedente modello. Rimangono anche accelerometro, tasti per il volume e il tasto laterale che avrà l'alternativa muto e blocca rotazione; è stato introdotto anche un giroscopio, non presente nel primo modello. Il tablet è dotato di una griglia posta nella parte posteriore del dispositivo che va a sostituire i tre diffusori della vecchia generazione di iPad. Della vecchia generazione rimane microfono, posto nella parte superiore, ed il minijack stereo da 3,5 mm per auricolari. Il nuovo iPad possiede due fotocamere: una frontale ed una sul retro. La videocamera posteriore è in grado di eseguire registrazioni video HD (720p) fino a 30 fps con audio; fotocamera con zoom digitale 5x, mentre quella frontale è in grado di eseguire registrazioni video VGA fino a 30 fps con audio, il dispositivo è compatibile con FaceTime. Nel nuovo iPad è presente la funzione implementata già su iPhone 3GS “Tocca & metti a fuoco” per video e foto. La batteria è in grado di fornire dieci ore di autonomia o un mese di stand-by ed è costituita da tre batterie litio-polimeri interne ricaricabili e non removibili da 25 wattora equivalenti a 90 kJ. L'iPad 2 come il precedente iPad utilizza le reti Wi-Fi 802.11a/b/g/n, ed una tecnologia Bluetooth 2.1 + EDR. Il modello 3Ginoltre supporta reti UMTS/HSDPA/HSUPA e GSM/EDGE, questa versione possiede un sistema A-GPS. Come l'iPad precedente anche iPad 2 è ricaricabile grazie al connettore dock USB da 10W il quale può essere inserito nell'apposito adattatore per la corrente elettrica oppure inserito direttamente nel computer, che dovrà avere la potenza necessaria per far sì che il dispositivo si ricarichi. Computer piuttosto vecchi con porta USB non autoalimentata potrebbero non supportare questa funzione.

Software

Il nuovo sistema operativo iOS 4.3 ha introdotto diverse migliorie, le principali sono un nuovo motore JavaScript per il browser Safari che incrementa le prestazioni fino al 60%.[6] Una nuova condivisione dei file audio e video tramite iTunes, un miglioramento della funzione AirPlay, la gestione di un hotspot personale al fine di condividere la connessione internet con i dispositivi connessi via Wi-Fi o Bluetooth. Nel sistema operativo sono state introdotte le applicazioni FaceTime e Photo Booth. La prima applicazione implementa la videochiamata tra dispositivo che supportano il protocollo FaceTime mentre la seconda serve a mostrare quando inquadrato dalle videocamere permettendo di alterare il flusso video con degli effetti grafici e di salvare le immagini ottenute. Insieme al sistema operativo sono state presentate le applicazioni iMovie 2 per iOS e GarageBand. Queste applicazioni sono vendute a parte e sono state ottimizzate per essere utilizzate sul tablet, iMovie 2 non è compatibile con il primo iPad.

Disponibilità

L'iPad è uscito sul mercato negli Stati Uniti l'11 marzo 2011, mentre in Europa il 25 marzo 2011. È disponibile sia nella versione bianca che nera (tanto che Steve Jobs ha ironizzato al keynote sull'iPhone bianco, prodotto annunciato 10 mesi fa e non ancora disponibile per problemi di produzione).

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/IPad_2

Cancellare la cache delle applicazioni di sistema di Android


Scopo:
 Cancella la cache delle applicazioni di sistema di Android (Browser, Google Maps, StreetView, Android Market, GMail) ed eventualmente (vedere commenti sul codice) di altre applicazioni molto usate (Tunewiki, Myspace)


Code:
#Deletes all caches in one fell swoop :]

#Locations of the caches were taken from various sites, including xda and androidcommunity.com

#written by indiekid97, modified by Andrea (@android-dev.it)



#Deletes browser cache

rm -R /data/data/com.android.browser/cache/webviewCache



#Deletes Maps cache

rm -R /data/data/com.google.android.apps.maps/files



#Deletes StreetView

rm -R /data/data/com.google.android.street/cache



#Deletes Market cache

rm -R /data/data/com.android.vending/cache



#Deletes GMail cache

rm -R /data/data/com.google.android.gm/cache/webviewCache



#Deletes Tunewiki cache (Uncomment to activate also this one)

#rm -R /data/data/com.tunewiki.lyricplayer.android/cache/webviewCache



#Deletes Myspace cache (Uncomment to activate also this one)

#rm -R /data/data/com.myspace.android/files


Fonte: http://forum.android-dev.it/il-grande-thread-degli-script-android-piu-utili-t375.html


Quella furbona di Apple ( sui sorgenti di WebKit )

Il “web browser engine” utilizzato anche da Safari è stato rilasciato con notevole ritardo e non insieme a iOS 4.3.0. La comunità opensource incalza?

Così come ci ricorda Wikipedia, WebKit è un framework opensource per applicazioni disponibile come aggiornamento per Mac OS X a partire dalla versione 10.2.7 e integrato in Mac OS X 10.3 e successivi.
WebKit è il motore di Safari e di altre applicazioni come Google Chrome. Esso permette a sviluppatori terzi di includere con facilità nelle loro applicazioni molte delle funzioni proprie di Safari.

Opensource, quindi? Sì, anche se i sorgenti di Webkit inclusi in iOS 4.3.0 sono stati rilasciati con due mesi di ritardo. Che si tratti di una svista o di una mossa studiata a tavolino non lo sappiamo ancora ma è certo che in questo modo Apple potrebbe presto trovarsi in tribunale per violazione di brevetti.

Webkit, infatti, è distribuito sotto licenza (L)GPL e chi lo utilizza ha quindi l’obbligo di rilasciarne i sorgenti. Come la prenderanno i fedelissimi della filosofia che ruota attorno al pinguino?

Secondo Jay "Saurik" Freeman, fondatore dello shop alternativo Cydia, l'azienda di Cupertino ha comunque fatto inoltre le cose a metà, rilasciando un listato alquanto discutibile. Il codice sorgente appena uscito non sarebbe sufficientemente completo, stando ai canoni della nota GNU Lesser Public License.

Dimagrire con l’iphone

Iphone ormai vanta una quantità di app destinate a soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Ma tra le tante "inutili" oggi ve ne vorrei segnalare una tra le utili arrivata in soccorso dei tanti impauriti dalla prova costume.

(ANSA) – ROMA, 8 MAG – Quando per perdere peso non basta la volonta' individuale interviene la tecnologia. Sull'Iphone e sull'Ipad si puo' infatti scaricare una nuova applicazione, Lose It, che crea una tabella per verificare se si sta mangiando troppo e si fa sport a sufficienza. L'applicazione e' disponibile gratis su Itunes e calcola un budget giornaliero di calorie, sulla base di altezza, peso e obiettivi di dimagrimento. Negli Usa 7 milioni di americani hanno gia' scaricato il surrogato del dietologo tascabile.

A voi i commenti.

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/05/08/visualizza_new.html_872735504.html

Chrome OS quasi pronto: lo vedremo a maggio

Chrome OS scalpita. Manca ormai poco al debutto ufficiale del sistema operativo creato da Google e pensato per il cloud computing. La data non è ancora definita esattamente, ma la presentazione ufficiale potrebbe avvenire tra il 10 e l’11 maggio, in occasione della conferenza I/O.

Dopo aver trascorso mesi in fase di sviluppo, a quanto pare Chrome OS ha raggiunto la maturità ed è stato considerato abbastanza stabile da poter equipaggiare i computer che utilizziamo tutti i giorni, anche se ancora non è stato distribuito ai tester sparsi un po’ in tutto il mondo. Tecnicamente, Chrome OS è un sistema operativo che si poggia quasi esclusivamente su un browser e sul concetto che nel mondo odierno molte delle attività da noi svolte possono normalmente essere fatte direttamente sul Web, senza per questo richiedere computer o notebook con configurazioni hardware impegnative e costose.

Di contro, però, per poter fruire completamente delle funzioni del sistema operativo, è necessario avere una connessione ad Internet. Acer, Asus, Sony e Samsung sono le aziende che a quanto pare presenteranno i primi prodotti basati su Chrome OS. Non resta che pazientare ancora un mesetto e poi… installare il sistema operativo di Google e metterlo subito a confronto con gli altri. Secondo voi chi vincerà?

Fonte: http://www.hwjournal.net/articoli/chrome-os-quasi-pronto-lo-vedremo-a-maggio-6738

Angry Birds arriva anche sui PC ed è gratis!

Oramai non c’è utente che non conosca Angry Birds e sono sempre meno coloro che non riescono a fare a meno dell’Angry Birds mania passando ore ed ora a superare ogni livello proposto dal team di Rovio, migliorando il proprio score. Dopo essere esploso sui device Android e successivamente anche su quelli Apple, ora Angry Birds è disponibile gratuitamente anche per PC.

Non avrete sicuramente la possibilità di giocare in modalità touch-screen ma la sensibilità, la precisione e soprattutto il divertimento sono assicurati al cento per cento. Una nota positiva anche per gli utenti Linux è che il gioco è perfettamente integrabile in Wine e potrete trascorrere il vostro tempo libero con gli uccellini arrabbiati per recuperare le uova sparse nei vari mondi.

Naturalmente gli utenti Windows (solo Windows 7) non avranno problemi ad installare Angry Birds in quanto basterà scaricare il gioco e doppio cliccare sul file .exe per iniziare il processo di installazio. Buon divertimento!

Download Angry Birds per PC

Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/04/22/angry-birds-arriva-anche-sui-pc-ed-e-gratis-funziona-anche-su-linux/