Archive for the ‘iPhone’ Category.

Nuovo iPad: ecco i prezzi in Italia

I numeri del nuovo iPad sono già record. Non solo la risoluzione eccezionale e le caratteristiche tecniche di punta ma anche le vendite che, nel primo week-end, secondo la mela, ammontano a ben 3 milioni di pezzi. Numeri straordinari che potranno solo crescere entro fine settimana, quando la terza generazione iPad arriverà anche in Italia (oltre che in altri 24 paesi).

I prezzi, per quanto riguarda il nostro paese, sono già stati rivelati dalla casa di Cuertino e sono uguali a quelli di iPad 2 al momento del lancio. Si parte quindi da 479 euro per avere iPad con connettività Wi-Fi e memoria da 16 Gb fino ad arrivare a 799 euro per portarsi a casa la configurazione più ricca, con modulo 4G e 64 GB di memoria. Ricordiamo che resterà in vendita anche l’iPad 2 al prezzo base di 399 euro che diventano 519 euro nel caso si richieda il modulo 3G.

Per chi non vede l’ora di avere il nuovo gioiellino di casa Apple tra le mani, segnaliamo l’iniziativa di 3Italia che aprirà i negozi dalla mezzanotte alle due del 23 Marzo, per consentire l’acquisto del nuovo iPad. Potete trovare maggiori informazioni sull’evento quì. Che ne pensate? Acquisterete il nuovo iPad?

Fonte:  http://www.chimerarevo.com/2012/03/20/nuovo-ipad-ecco-i-prezzi-in-italia/ 

Il Discorso di Steve Jobs ai neo-laureati di Stanford

Tutti dovrebbero leggerlo almeno una volta.

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull'unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.

La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.



Ciao Steve.

 

Steve Jobs lascia le redini a Tim Cook

Steve Jobs ha annunciato poche ore fa le sue dimissioni da amministratore delegato (CEO) di Apple, dicendo di non riuscire più a tener fede agli impegni e ai compiti imposti da quel ruolo. Nella sua lettera indirizzata al Consiglio di amministrazione, Jobs ha anche suggerito di affidare la guida della società a Tim Cook, che dall’inizio di quest’anno aveva già iniziato a lavorare come suo sostituto temporaneo.

Ma chi è Tim Cook?

Cook è cresciuto a RobertsdaleAlabama. Suo padre lavorava come operaio in un cantiere navale, mentre sua madre faceva la casalinga. Si è laureato in ingegneria industriale all'Università di Auburn nel 1982, e ha conseguito un Master in Business Administration alla Fuqua School of Business dell'Università Duke nel 1988.

Cook ha passato sei mesi come Corporate Materials in Compaq prima di essere assunto in Apple da Steve Jobs. Inizialmente era il CEO della Reseller Division alla Intelligent Electronics e ha passato dodici anni alla IBM come direttore della North American Fulfillment, dove si è occupato di gestire la produzione e la distribuzione per l'America del nord e per l'America latina.

Al suo arrivo in Apple gli venne affidato l'incarico di sistemare la divisione che si occupa della distribuzione e della manifattura. Grazie al suo intervento l'azienda ha ridotto drasticamente gli inventari e ottimizzato la supply chain, aumentando notevolmente i profitti. Per ottenere questi risultati Tim Cook ha affidato a terzi la produzione e lo stoccaggio dei prodotti Apple, chiudendo magazzini e fabbriche appartenenti all'azienda.

È divenuto amministratore delegato in Apple, ruolo per cui è stato designato, a causa della sua assenza dovuta a motivi di salute, da Steve Jobs stesso il 17 gennaio 2011. Si tratta questa della terza volta in cui Cook sostituisce lo storico volto di Apple: la prima volta per due mesi nel 2004, quando Steve Jobs fu ricoverato per un'operazione dovuta ad un raro cancro al pancreas. La seconda dal 14 gennaio 2009 fino a giugno 2009 quando Steve Jobs annunciò il suo ritiro temporaneo da Apple per 5 mesi a causa dei suoi problemi di salute.

Cook fa parte anche del Consiglio di amministrazione della Nike.

Il 24 agosto 2011 viene nominato CEO di Apple a seguito delle dimissioni rassegnate da Steve Jobs, seguendo il piano di successione interno all'azienda.

iPhone 5: il punto di tutti i rumors in una sintetica infografica

Di rumors riguardo il prossimo iPhone ce ne sono stati davvero tanti fino a questo momento. Si è parlato del fatto che sarà un iPhone 5 o un iPhone 4S; si è chiacchierato riguardo il processore, che potrebbe essere un A5. Sono state fatte affermazioni riguardo la data di rilascio che potrebbe essere a Settembre secondo le ultime voci, o addirittura agli inizi del 2012 secondo rumors più vecchi. Insomma, gli utenti sono in uno stato di confusione totale.Considerando anche il fatto che alcuni di queste voci sono anche poi state definite come prive di fondamento, il quadro della situazione diventa ancora più complesso.

Per chiarirci un po’ le idee, Infographic Labs ha creato un’infografica riassuntiva di tutti rumors più rilevanti che si sono succeduti fino ad oggi, associando ad ognuno di essi una misura percentuale del fatto che corrisponda alla futura realtà. Godetevela.

 

Fonte:http://www.chimerarevo.com/2011/06/27/iphone-5-il-punto-di-tutti-i-rumors-in-una-sintetica-infografica/


iPhone 5: il rilascio pare sia previsto per settembre!

Al WWDC si è parlato esclusivamente di software e del prossimo iPhone nemmeno l’ombra. Ovviamente però non mancano indiscrezioni da fonti che, a quanto pare, sono abbastanza sicure ( essendo molto vicine a Verizon ) riguardo al fatto che il prototipo della nuova generazione di melafonino sia arrivato in fase di testing e potrebbe essere addirittura rilasciato nel mese di Settembre.

A quanto pare per adesso il dispositivo dovrebbe essere in mano a dirigenti Apple, Verizon ed AT&T per assolvere alle ultime fase di testing. Le indiscrezioni che giungono riguardano innanzitutto Facetime che, come già scritto in questo articolo, avrà la possibilità di funzionare anche sotto copertura 3G (previo accordo tra Apple e operatori di telefonia mobile). Una funzionalità davvero niente male.

I prototipi hanno i nomi in codice di N93 e N94 e montano un processore dual-core A5. Inoltre, la fotocamera non è di 8mpx come si aspettava, bensì di 5 ( a mio parere ormai datata ).

Per quanto mi riguardo direi comunque di prendere l'informazione con le pinze, poichè già troppe volte le date di rilascio sono state sparate praticamente senza cognizione di causa.

Comunque speriamo bene ed attendiamo fiduciosi.

Come provare le applicazioni Android su iPhone

Agli utenti di iPhone può capitare di voler provare un’applicazione scritta per Android. In passato abbiamo illustrato alcuni metodi per poter installare il sistema operativo mobile di Google su iPhone o iPod Touch, ma sarebbe un po’ troppo scomodo se lo scopo fosse semplicemente quello di vedere un’applicazione di Android. Esiste un metodo alternativo per poter provare queste applicazioni sul vostro iPhone, iPod Touch o iPad e senza impiegare tanto tempo.

Ci avveleremo di un browser per iDevices non molto diffuso in Italia, chiamatoPuffin. E’ disponibile su App Store al costo di 0,79  €. Se volete provare un’app Android seguento questa guida c’è bisogno che abbiate installato Puffin sul vostro dispositivo.

Collegatevi all’indirizzo http://hotspotshield.com/clientless/iphone/get_started.php, non necessariamente da iPhone. Hotspot Shield vi fornirà alcuni dati che vi serviranno per impostare una connessione VPN con un server americano. Ma perchè questo? Il motivo è che il servizio che ci interessa, fornito da Amazon, non è disponibile in Italia, per cui ci serviamo di una connessione privata virtuale con un server americano. Per avere le informazioni necessarie fate clic sul pulsante Get Account ID.

Ora disattivate la connessione Wi-Fi se è attiva, andate nelle Impostazionidel vostro iPhone e scegliete Generali > Rete > VPN. Aggiungete una nuova configurazione VPN, fate tap su IPSEC ed inserite i seguenti dati:

Descrizione: HotspotShield

Server: 68.68.107.101

Account: nome utente che vi è stato fornito da Hotspot Shield

Password: password che vi è stata fornita da Hotspot Shield

Certificato di uso: OFF

Nome gruppo: hss

Segreto: hss

Salvate la configurazione VPN e, se ne avete altre, rendetela predefinita. Infine attivate il VPN. Una volta connessi alla VPN, aprite il browser Puffin e andate nella sezione ANDROIDAPP, selezionate l’applicazione desiderata e fate tap su TEST DRIVE. Terminata la vostra prova, ricordatevi di chiudere la connessione VPN.

Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/06/02/come-provare-le-applicazioni-android-su-iphone/

This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.

 

Cellulari e tumori: storia di un rischio annunciato e mai dimostrato

L’ultimo allarme arriva dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Oms: le radiofrequenze dei telefonini forse sono cancerogene. Come il caffè e i sottaceti. Davvero?

SALUTE – Partiamo dai fatti. Il 31 maggio, a Lione (Francia), un panel di esperti di 14 paesi è riunito per discutere il potenziale rischio cancerogeno dei campi elettromagnetici a radiofrequenze. Al termine dei lavori, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc) dell’Organizzazione mondiale della sanità emette un comunicato stampa. Si legge: le radiofrequenze associate ai cellulari “sono potenzialmente cancerogene per gli essere umani”. La definizione comporta l’ingresso ufficiale dei telefonini nel gruppo 2B, una lunga lista nella quale figurano 266 agenti (nella classe A ci sono le sostanze cancerogene accertate, in quella 2A quelleprobabilmente cancerogene, in quella 2B quellepossibilmente cancerogene). Significa che smartphone e cellulari, forse, fanno un po’ male, come caffè e sottaceti (questa sì che è una sorpresa!), ma anche pesticidi e benzina, nella stessa categoria. La nuova classificazione è sicuramente una notizia, considerando che finora i cellulari non erano mai stati “schedati” e soprattutto tenendo conto dell’autorevolezza della fonte. Vanno chiarite però parecchie cose.

Innanzitutto, la valutazione della Iarc non è basata su nuovi dati. Si tratta di revisione della letteratura in materia (nel comunicato stampa non si specificano i dettagli, si rimanda alla monografia Volume 102 di prossima pubblicazione, e all’anticipazione su Lancet Oncology il primo luglio). L’analisi ha riesaminato centinaia di articoli scientifici pubblicati negli ultimi anni (studi su cellule, animali e persone), per stabilire una relazione di “causa-effetto” tra la comparsa di forme tumorali e tre tipi di sorgenti elettromagnetiche: radar e microonde (esposizione occupazionale); radio, tv e altri dispositivi wireless (esposizione ambientale); telefonia mobile (esposizione personale). Mentre nei primi due casi non sono emerse prove sufficienti, nel caso dei telefonini l’evidenza è stata giudicata “limitata”, per quanto riguarda il glioma (una rara forma di tumore maligno al cervello) e il neurinoma acustico (il tumore del nervo uditivo). Per tutti gli altri tipi di tumore (leucemie e linfomi sono tra ) l’evidenza è “inadeguata” per trarre conclusioni. Che cosa significa? Che “potrebbe esserci qualche rischio e dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra cellulari e rischio di tumori”, ha detto Jonathan Samet, della University of Southern California, che ha presieduto i lavori a Lione. Insomma, servono ulteriori studi. Nel frattempo, meglio adottare misure precauzionali, preferendo l’uso degli auricolari o gli sms alle lunghe conversazioni all’orecchio. Ma non lo sapevamo già?

Mentre le associazioni di consumatori si scatenano (il Codacons propone una class action per il rimborso dei danni da cellulare, domanda: perché non far causa, allora, anche ai produttori di caffé e sottaceti?) e inemici dell’elettrosmog cantano vittoria, proviamo a ripercorrere questa storia infinita. (A proposito di elettrosmog, il termine è stato coniato ormai diversi anni fa, quando è stato sollevato il possibile pericolo per la salute delle antenne di telecomunicazioni, come quelle di Radio Vaticana. La sentenza finale dell’Iarc è che queste antenne appartengono al gruppo 3, “non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani”).

Ma torniamo ai cellulari.

Punto uno. Sono 20 anni che va avanti il dibattito sulla sicurezza dei telefoni senza fili, con risultati contraddittori, a volte allarmanti, più spesso rassicuranti. Gli stessi esperti dell’Iarc hanno ammesso che non sono in grado di fornire una quantificazione del possibile rischio. Citano uno studio “shock” secondo cui i grandi utilizzatori di cellulari, quelli che hanno passato al telefono 30 minuti al giorno per oltre 10 anni (per inciso: forse una volta mezz’ora al telefono era tanto, ma oggi non più) avrebbero il 40% di probabilità in più di sviluppare un glioma. D’altro canto, moltissimi altri studi hanno trovato deboli o nulle evidenze. Per questo, la conclusione parla di evidenze “limitate”, limitatamente a due specifici tumori. Inadeguate, per tutto il resto.

Punto due. Un anno fa, il più grande studio epidemiologico condotto finora, Interphone, dopo 10 anni, 19 milioni di euro e 10 mila intervistati di 13 paesi diversi, concludeva così: “L’uso del telefono cellulare non risulta legato allo sviluppo di tumori cerebrali”. Lo studio era coordinato proprio dalla Iarc (qui, il comunicato stampa dell’Istituto superiore di sanità). Ok, Interphone aveva parecchi punti deboli: per il campione esaminato (pazienti già affetti dal cancro o loro parenti), le modalità d’indagine (si chiedeva, a ritroso, di ricordare con quale frequenza e come avessero usato i telefonini negli ultimi 10 anni, una parola), i tempi biblici (10 anni sono tantissimi nel campo della tecnologia). Tuttavia non esistono ad oggi studi di popolazione più vasti di questo.

Punto tre. Si sa per certo che le radiofrequenze dei telefonini non hanno la capacità di modificare direttamente il Dna, a differenza delle radiazioni ionizzanti (come i raggi X o ultravioletti). L’unico effetto delle radiazioni non ionizzanti, quelle appunto dei cellulari, di cui si è sicuri al 100% è la capacità, ad alte intensità, di riscaldare i tessuti biologici. Ma che cosa questo possa provocare sulla salute, non è noto. Non c’è un meccanismo biologico che spieghi come le radiazioni non ionizzanti possano provocare il cancro o altri problemi fisici.

Punto quattro. Viene da chiedersi se sarà mai possibile quantificare in maniera precisa un rischio di cancerogenicità (se esiste) dei cellulari. Vengono utilizzati molto di più rispetto a qualche anno fa (se ne contano cinque miliardi nel mondo, solo in Italia quasi due a testa), ma i modelli cambiano continuamente, e emettono meno di quelli di vecchia generazione. Va detto, inoltre, che le uniche malattie su cui incombono dei sospetti, glioma e neurinoma acustico, hanno un’incidenza rara (cinque persone ogni 100.000 abitanti) ed esordio tardivo: verificare la responsabilità dei cellulari a distanza di tanto tempo è un’impresa difficile, come spiegavano gli esperti qui.

Punto cinque. “La classe di pericolosità 2B non comporta nessuna etichettatura o limitazione dei livelli di esposizione, perché non implica assolutamente la certezza del legame con i tumori”, come specificaSusanna Lagorio, esperta dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile scientifico per l’Italia dello studio Interphone. Le speranze di far chiarezza sono risposte nel prossimo grande studio: “Quello più importante, avviato nel 2010, si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa”, dice Lagorio. “Dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l’uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perché solo l’Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze”.

Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/06/01/cellulari-e-tumori-storia-di-un-rischio-annunciato-e-mai-dimostrato/#more-19249

Rilasciato con una licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Dimagrire con l’iphone

Iphone ormai vanta una quantità di app destinate a soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Ma tra le tante "inutili" oggi ve ne vorrei segnalare una tra le utili arrivata in soccorso dei tanti impauriti dalla prova costume.

(ANSA) – ROMA, 8 MAG – Quando per perdere peso non basta la volonta' individuale interviene la tecnologia. Sull'Iphone e sull'Ipad si puo' infatti scaricare una nuova applicazione, Lose It, che crea una tabella per verificare se si sta mangiando troppo e si fa sport a sufficienza. L'applicazione e' disponibile gratis su Itunes e calcola un budget giornaliero di calorie, sulla base di altezza, peso e obiettivi di dimagrimento. Negli Usa 7 milioni di americani hanno gia' scaricato il surrogato del dietologo tascabile.

A voi i commenti.

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/05/08/visualizza_new.html_872735504.html

Sviluppare applicazioni e giochi iPhone senza Objective C

E' da un pò che sono in cerca di buoni tool di sviluppo multipiattaforma per Android ed iPhone. Ultimamente credo che la scelta migliore sia quella di realizzare webapp, di per se già nativamente multipiattaforma seppur sicuramente più limitate non potendo infatti sfruttare appieno le features del dispositivo ospitante.

Ma buoni tool di sviluppo alternativi per le normali app ( a parte eclipse per android ed xcode per iPhone ) ne esistono?

A seguire riporto un articolo che ho trovato su internet che potrebbe davvero aiutare i novelli programmatori a farsi largo con le proprie applicazioni tra le altre che già affollano i market dei rispettivi produttori.

A voi i commenti!

Fonte: http://www.iphoneland.it/applicazioni-iphone/7-strumenti-per-sviluppare-applicazioni-e-giochi-iphone-senza-objective-c/#more-8816

 

GAMESALAD (WWW.ANSCAMOBILE.COM)

GameSalad è essenzialmente servizio web che tramite punta e clicca, trascina e rilascia(drag and drop) permette finalmente di creare giochi per l’iPhone e iPod Touch senza alcuna programmazione .  Completo di modelli e template per vari tipi di giochi.

Per la pubblicazione su App store, è necessario acquistare un abbonamento a Gamesalad.com che costa 99 dollari annuali a cui dove aggiungere le spese per iscriversi al programma developer di Apple.


ANSCA CORONA SDK (WWW.ANSCAMOBILE.COM)

Con l’SDK Corona, uno sviluppatore può creare applicazioni graficamente ricchi e giochi per l’iPhone. 

Invece di utilizzare Apple Objective-C, si utilizza Lua (Loo-ah), un potente linguaggio veloce, leggero di scripting  (www.lua.org).

Anche qui come per Gamesalad dovete spendere 99 dollari come abbonamento annuale.


QUICKCONNECT (QUICKCONNECT.SOURCEFORGE.NET)

Si tratta di un framework per  per la creazione di applicazioni mobili. QuickConnect essenzialmente ti permette di creare applicazioni per iPhone utilizzando HTML, JavaScript, CSS . Il framework fornisce astrazioni per le funzioni di iPhone, come il GPS, audio, database SQLite, le informazioni accelerometro, ecc …

E’ completamente gratuito. Meno funzioni disponibili rispetto a Gamesalad o Corona ma per una semplice applicazione potrebbe essere quello che fa per voi.   Ancora una volta, Xcode e un Apple Developer Program per la licenza sono necessari per costruire e distribuire le applicazioni.


PHONEGAP (PHONEGAP.COM)

PhoneGap è simile a QuickConnect : si utilizzano javascript e html per sviluppare le apps o. È necessario conoscere abbastanza bene javascript. 

E’ completamente open source . La base di utenti sembra abbastanza significativa.


NIMBLEKIT (WWW.NIMBLEKIT.COM)

Ancora una volta, questo è un altro framework che consente di sviluppare applicazioni per iPhone con competenze di sviluppo web.  NimbleKit non è libero o open source. Per costruire applicazioni per la distribuzione dovete pagare 99 dollari  .  

Fornisce un numero maggiore di funzioni rispetto a PhoneGap però, tra cui la possibilità per le applicazioni di riprodurre video e audio.


MONOTOUCH (MONOTOUCH.NET)

MonoTouch consente agli sviluppatori di creare applicazioni C #. NET che vengono eseguite su iPhone e iPod Touch. 

Il costo per la distribuzione di applicazioni e’ $ 399 per l’edizione Professional.


APPCELERATOR TITANIUM DEVELOPER (WWW.APPCELERATOR.COM)

Appcelerator Titanium Developer è un altro prodotto che consente agli sviluppatori di codificare le applicazioni iPhone o Android con il buon vecchio HTML e Javascript. Ha recentemente annunciato il supporto iPad.

Titanium Developer è disponibile per Windows, Mac e Linux (anche se per lo sviluppo di iPhone, Xcode è ovviamente necessario anche un Mac). Pur avendo un grande insieme funzionalità e una enorme base di sviluppatori,  per gli sviluppatori è free.

Creare WebApp per iphone su Windows con MobiOne

Non avete un mac e volete intensamente programmare iPhone?
MobiOne di Genuitec potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi. 

MobiOne è un emulatore iPhone che consente di creare applicazioni utilizzando i tasti, il testo e le icone proposte dal programma. 

Il funzionamento è estremamente semplice poichè non dovremo fare altro che prendere e trascinare gli elementi del riquadro sinistro all’interno dello schermo dell’iPhone. 

Grazie a questo interessantissimo tool potrete infatti creare ottime WebApp sfruttando l’ambiente di sviluppo offerto e le vostre attuali conoscenze di HTML, CSS e Javascript. MobiOne permette di creare le proprie WebApp tramite semplice Drag ‘n Drop (WYSIWYG). 

Download e Installazione:

Mobione è gratuito ed è scaricabile dal sito del produttore: http://www.genuitec.com/mobile/
Ha una dimensione di circa 130 MB e funziona su tutti i sistemi operativi windows.
L’installazione richiede pochissimi minuti: Clicca su Next, Accetta le condizioni di utilizzo, scegli la destinazione e clicca su Finish

Troverete nel software alcuni template preimpostati, pronti ad essere configurati e potrete godere del supporto al multi-touch, alle gesture e ad altre funzionalità tipiche dell’iPhone.

MobiOne include inoltre un proprio simulatore iPhone per testare le vostre creazioni. Non sarà necessario quindi avere un mac, l’SDK Apple e le complesse basi di programmazione richieste, grazie infatti ad HTML5, CSS3 e JavaScript le vostre idee potranno vedere luce.

Avviando MobiOne ci troveremo infatti con una schermata suddivisa in due metà, quella sinistra rappresentante ciò che sarà la futura webapp e quella destra contenente i vari elementi utilizzabili. Una volta terminata la creazione dell’interfaccia grafica potremo esportarla in HTML e MobiOne si prenderà carico di creare le immagini necessarie, i fogli di stile, i javascript e tutto ciò che è necessario per la corretta visualizzazione della nostra webapp.

L’attuale versione di MobiOne offre inoltre un emulatore del Palm Pre e saranno disponibili presto anche quelli di Blackberry, Android e altri smartphone del momento.

Le WebApp saranno ovviamente distribuibili fuori dal canale ufficiale Apple, ma basterà davvero poco per creare un’app ibrida distribuibile anche via App Store, in questo caso, però, avrete bisogno di un mac, o comunque un programmatore a cui affidare questa parte di lavoro. Ovviamente potrete sfruttare le guide e i tutorial presenti nel nostro sito e imparare a far tutto da voi, tutto l’occorrente è già tra le nostre pagine.