Archive for the ‘Cos’è?’ Category.

Tecniche per ottenere sogni lucidi

Il punto focale dell'esperienza del sogno lucido è rendersi conto del fatto di stare sognando. A tal proposito, è necessario ricercare nel proprio sogno dei segni che indichino chiaramente una situazione bizzarra o irrealizzabile nel mondo reale. 
Prerequisito necessario per poter sperimentare il sogno lucido è quello di riuscire a ricordare i propri sogni. Il metodo più usuale utilizzato per potenziare tale abilità è quello di tenere un registro (o diario) dei sogni da compilare al risveglio. Perché ciò risulti efficace è importante svolgere tale operazione il più presto possibile poiché il ricordo dei sogni tende a svanire molto rapidamente (in particolare è da sapere che i sogni che si ricordano sono in realtà i sogni che si fanno negli ultimi minuti di sonno prima del risveglio). 

Vi sono diverse tecniche che permettono di aumentare significativamente le probabilità di avere un sogno lucido se applicate correttamente.

RCT, metodo del controllo sulla realtà 
Una tecnica a priori per massimizzare la possibilità di avere un sogno lucido consiste nell'utilizzo del metodo del controllo sulla realtà (RCT, Reality Control Test). Si tratta durante il giorno di prestare attenzione più volte a cose che durante il sogno cambiano, in modo tale da rendersi conto che si sta sognando. Ad esempio si potrebbe controllare l'ora più volte (in genere quando si controlla l'orologio nel sogno e lo si ricontrolla anche a distanza di qualche secondo, l'orario è mutato)…oppure fissare un panorama o una stanza più volte (quando lo si fa nel sogno… in genere lo scenario cambia completamente). Riferirsi con questa tecnica a cose che non sono patrimonio dell'inconscio (contrariamente al sogno che è invece patrimonio dell'inconscio)… ergo controllare qualsiasi cosa che abbia a che fare con i numeri (orario, matrici di numeri, partenze e arrivi di treni o di aerei…), con frasi logiche in genere ("mamma non è nanna"…), con percorsi preferenziali (quando si guida un veicolo porre attenzione alla strada e magari notare qualche albero particolare…)

CAT, tecnica di adeguamento del ciclo 
La CAT, acronimo di cycle adjustment technique, è una efficace tecnica per indurre un sogno lucido. È stata sviluppata da Daniel Love, uno studioso britannico. Consiste nel calibrare il proprio ciclo di sonno al fine di aumentare le probabilità di veglia durante la sua ultima parte. È necessario svegliarsi 90 minuti prima del normale orario di sveglia, finché il ciclo di sonno si regola sulle nuove condizioni. A questo punto si alternano le vecchie e le nuove condizioni di sveglia. Nei giorni con tempo di sveglia normale, lo stato di allerta sarà così aumentato rendendo il sogno lucido più probabile.

MILD, induzione mnemonica del sogno lucido 
Acronimo di Mnemonic Induction of Lucid Dreaming, è una delle tecniche più utilizzate e consiste semplicemente nel coricarsi con l'intenzione di riconoscere nel sogno delle situazioni inusuali o impossibili da verificarsi nella realtà. È una tecnica molto semplice ed immediata da applicare ma non molto efficace se applicata da sola: solitamente si utilizza in combinazione con una delle altre per ottenere un effetto sinergico.

WBTB, induzione per risveglio e riaddormentamento 
Acronimo di Wake Back To Bed. Questa tecnica applicata ad uno dei metodi è molto efficace; si sperimenta infatti un aumento del 62% dei sogni lucidi. La tecnica consiste nell'andare a dormire e svegliarsi circa 5/6 ore dopo, restare svegli per un'ora focalizzando i propri pensieri sul sogno lucido (semplicemente pensandoci o leggendo qualche libro sull'argomento) ed infine tornare a letto, cercando di effettuare il MILD.

Questa procedura aumenta di molto la probabilità di ottenere un sogno lucido. Ciò è dovuto al fatto che le fasi del sonno REM (quelle in cui si sogna) si allungano col prolungarsi della notte. Più la fase REM è lunga, più si alzano le probabilità di acquisire lucidità all'interno di essa.

WILD, sogni lucidi iniziati da sveglio 
Acronimo di Wake Initiated Lucid Dreams, questa tecnica consiste nell'iniziare il sogno "senza addormentarsi" ed è resa possibile rilassando completamente il corpo ma mantenendo la mente vigile e concentrata su di esso. Il sogno lucido può essere raggiunto passando attraverso vari stadi: è possibile avvertire delle scosse attraversare il proprio corpo, essere preda di una particolare paralisi del sonno (innocua ma talvolta terrificante), assistere alla materializzazione di particolari immagini ipnagogiche davanti ai propri occhi (chiusi), e successivamente ritrovarsi in un ambiente onirico passando quindi da "spettatore" ad "attore" della scena.

Non è raro che l'ambiente in cui ci si viene a ritrovare sia una riproduzione del luogo in cui ci si era appisolati: si può supporre che sia questo il tipo di esperienza sperimentata da quei soggetti che dichiarano di aver vissuto esperienze extracorporee come viaggi astrali o fenomeni paranormali del genere.

Induzione tramite stimoli esterni 
Alcuni ricercatori hanno sperimentato stimoli acustici su soggetti quando essi entravano nella fase REM, come l'ascolto di un nastro con frasi tipo "Questo è un sogno".

Sono inoltre in commercio dei dispositivi, come ad esempio il NovaLucidDreamer, che si presentano come mascherine da indossare a mo' di occhiali quando si va a dormire. I sensori dell'apparecchio si accorgono quando il soggetto entra in fase REM e provvedono ad inviargli degli stimoli tramite led luminosi (talvolta si può anche programmarli con suoni e/o registrazioni). A questo punto, se il dormiente sarà in grado di avvertirli ed interpretarli correttamente, potrà ottenere la lucidità nel sogno, anche perché richiede da parte dell'aspirante onironauta la capacità di porsi spontaneamente la verifica della percezione con i suddetti test di realtà (in questo caso deve "predisporsi" a riconoscere già durante il giorno delle luci lampeggianti). Comunque sia, il loro utilizzo viene proposto per facilitare l'accesso a tale stato di coscienza.
 

Oscillazioni verso un mondo parallelo

CRONACA – Neutroni che non si trovano più, che forse oscillano e che magari ci forniscono qualche indizio sul mistero della materia oscura, la materia ‘mancante’ dell’Universo, di cui registriamo l’esistenza attraverso i suoi effetti gravitazionali ma di cui non conosciamo la natura. Un argomento non facile che è stato però ripreso e discusso molto da diversi siti internet –Universe Today e Science Blog  per citarne un paio – nelle ultime settimane. Il motivo di tanta attenzione è la pubblicazione, in realtà non più così recente (aprile 2012), di un articolo scritto da Zurab Berezhiani e Fabrizio Nesti, due ricercatori dell’Università dell’Aquila: “Magnetic anomaly in UCN trapping: signal for neutron oscillations to parallel world?”, pubblicato sull’European Physical Journal C.

Ecco di cosa si tratta: la ricerca prova a spiegare l’anomala sparizione di neutroni nel corso di un esperimento partendo dall’ipotesi che questi siano in grado di oscillare assumendo, per così dire, le sembianze di un’invisibile particella gemella. Invisibile perché si troverebbe in un mondo parallelo.

Ricerca italiana, neutroni che oscillano e ipotesi di mondi paralleli: gli ingredienti erano sufficientemente gustosi da decidere di approfondire l’argomento parlando direttamente con Fabrizio Nesti, uno degli autori.
“Il nostro lavoro”, racconta Nesti, “è iniziato con un’analisi dei dati sperimentali ottenuti dal gruppo di ricerca di Anatoly Serebrov all’Istituto Laue-Langevin a Grenoble, in Francia.”
L’esperimento di cui parla Nesti è costituito da un contenitore in cui vengono intrappolati circa mezzo milione di neutroni ultrafreddi (Ultracold Neutrons, UCN) e in cui viene indotto un campo magnetico controllato. I neutroni ultrafreddi hanno la particolarità di essere molto lenti e, in queste condizioni, il loro comportamento è simile a quello di un gas. In particolare, le particelle rimbalzano contro le pareti del contenitore invece di penetrarle. Dopo 300 secondi di isolamento, il contenitore viene riaperto e i neutroni vengono nuovamente contati. E qui si trova il risultato inaspettato: alcuni neutroni mancano all’appello.

“L’ipotesi”, continua Nesti, “è che certi valori del campo magnetico e soprattutto, cosa che non può essere spiegata dalla fisica standard, certe direzioni del campo inducano un’oscillazione del neutrone, spingendolo a trasformarsi, in un tempo relativamente breve, in un neutrone ‘specchio’ che esiste in un mondo diverso rispetto al nostro.”
I fisici ritengono infatti che possano esistere campi quantistici in cui le particelle non interagiscono attraverso le stesse forze a cui siamo abituati, quelle del cosiddetto Modello Standard. Come se le particelle avessero quindi a disposizione un altro mondo in cui muoversi. Un mondo che funziona in base a regole che non conosciamo e che ha però interazioni con il nostro attraverso la forza di gravità: è per questo motivo che queste particelle ‘specchio’ si presentano come possibili candidati per il ruolo di materia oscura.

“Il fatto che questa possibile oscillazione dei neutroni avvenga con tempi dell’ordine dei secondi è fondamentale perché permette di rivelare il fenomeno prima che il neutrone decada in altre particelle, cosa che avviene in dieci minuti.”
La stessa oscillazione è infatti considerata possibile anche per altre particelle neutre ma i loro tempi di decadimento sono talmente rapidi che non è possibile rivelarli sperimentalmente.
“Quello che si è trovato finora è che, per vari valori del campo magnetico indotto, quando il campo magnetico specchio ha un valore di circa 0.1 Gauss, di poco inferiore a quello terrestre, la probabilità di un’oscillazione del neutrone è significativa.”
In pratica, si è trovato in quali condizioni la sparizione di questi neutroni è più probabile ma perché e come ciò avvenga non è ancora chiaro.

“Ciò che manca per dimostrare questa teoria è l’oscillazione di ritorno,” conclude Nesti, “ovvero il neutrone specchio che ritorna neutrone. Il problema è che, mentre nel ‘nostro’ mondo possiamo costruire un contenitore come quello dell’esperimento francese per intrappolare i neutroni, non abbiamo invece nessun controllo su quello che succede dall’altra parte. Per questo motivo si sta già pensando a nuovi esperimenti per aggirare il problema. Per esempio lanciando i neutroni contro uno schermo attraverso il quale non possano passare. Se avviene la trasformazione, i neutroni specchio riusciranno invece a attraversarlo e, nel caso si ritrasformassero in neutroni, sarebbe possibile rivelarli dopo l’ostacolo. Questo si chiama esperimento di rigenerazione e se fosse positivo sarebbe la conferma che cerchiamo.”

La scoperta di un mondo parallelo e di un campo magnetico specchio intorno alla Terra, generato appunto dalle particelle specchio, “potrebbe dare informazioni cruciali sull’accumulazione di materia oscura nel Sistema Solare e sulla Terra,” scrivono gli autori. “Il risultato, se confermato dai futuri esperimenti, avrà profonde conseguenze per la fisica delle particelle, per l’astrofisica e per la cosmologia.”

Crediti immagine: NASA Goddard Photo and Video (Flickr)

Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2012/07/02/oscillazioni-verso-un-mondo-parallelo/

Scovata la particella di Dio

Buone notizie ragazzi, la "particella di Dio" è stata trovata. Ve lo comunico perchè sono sicuro eravate in pensiero.
Gli scienziati ne sono praticamente certi ( diciano al 99.99% ).
Il bosone di Higgs esiste davvero e sarà presentato al mondo in tutto il "suo splendore" il giorno 04/07. Tenetevi pronti e preparate le giacche.

Ok, ok, so che molti di voi adesso staranno domandandosi di cosa stia delirando anche questa volta, ma abbiate fede: è una cosa importante ( ed il fatto che voi ne abbiate ignorato l'esistenza finora dovrebbe convincervi ancora di più! ).

Chiunque sia interessato a capire "da dove viene", in che modo sia potuto generarsi tutto ciò che vede ( incluso se stesso ) e comunque sia interessato a domande più interessanti del porsi il perchè Balotelli abbia scelto di spalmarsi sul cranio della senape, vada avanti. Agli altri consiglio di cercare un sito qualsiasi di gossip o di calcio, certamente gli sarà più affine.

Ma sto divagando.

Dicevamo: com'è nata la materia?

Adesso vi spaventerò, ma dopo tutto vi risulterà più chiaro:
"Si ritiene che la materia ottenga massa interagendo con il campo di Higgs. Se Higgs non esistesse, stando al modello, qualsiasi cosa nell’Universo sarebbe senza massa."

Non fatevi prendere dal panico, l’analogia con un cocktail party servirà a spiegare tutto.

Immaginate una festa in cui tutti gli ospiti sono disposti nello spazio.

La stanza rappresenta il campo di Higgs, che corrisponde all’”ovunque” dell’Universo.

Improvvisamente, entra una celebrità ( che è la nostra portatrice di forza del campo di Higgs ): gli ospiti la notano e rapidamente si accalcano per avvicinarvisi, formando così una struttura compatta ( ne più ne meno ciò che fareste voi all'entrata di un affascinante esponente dell'altro sesso ).

A mano a mano che la celebrità attraversa la stanza, il cumulo concentrato di ospiti ( sfacciati ) che sta intorno ad essa fornisce il “momento addizionale” al gruppo.

L’ammasso è sempre più difficile da fermare rispetto all’elemento singolo, di conseguenza in base a ciò possiamo dire che l’assembramento ha acquisito massa ( che calca ).

Ecco, siete entrati anche voi nella tana del bianconiglio.

Benvenuti.

Ora indossate le pattine, grazie.

L’aspartame fa male ( REPORT di ieri docet )? Parliamo di Miracolina, il dolcificante proibito

Le pasticche di Miracolina in vendita in Giappone

In Giappone tutti i diabetici e gli obesi che vogliono togliersi la voglia di dolce sanno dove andare: al bar-pasticceria «Miracle Fruit» di Tokio, ad Ikebukuro, il quartiere dei divertimenti e dello shopping. Tutte le leccornie offerte lì – compresi torte, gelati, mousse al cioccolato e paste – hanno calorie cinque volte meno di un pasticcino.

Il cuoco garantisce: nemmeno un grammo di zuccheri.

E infatti, se assaggiati da sé, i «dolci» del Miracle Fruit alla frutta sono acidissimi, e quelli al caffè e al cioccolato molto amari.

Ma ecco il trucco: prima dell’abboffata, dovete masticare una piccola bacca rossa, un po’ simile al frutto della rosa canina, offerta dalla casa.

Masticate un minuto.

Da quel momento, la vostra lingua avverte tutti i sapori aspri e amari come dolci.

Una spremuta di limone o di pompelmo sembrerà una limonata.

Un caffè senza zucchero, vi sembrerà zuccherato.

La bacca rossa – che di per sé non ha praticamente alcun sapore – proviene da una pianta nativa dell’Africa Occidentale, il Synsepalum Dolcificum, usata da secoli dagli africani per insaporire i cibi.

La bacca contiene una proteina – chiamata non a caso «Miracolina» – che si posa sulle papille gustative della lingua e le «inganna», facendo sembrare dolce l’amaro e l’aspro.

L’effetto dura da mezz’ora e un’ora.

Ovviamente, poichè non contiene zucchero, non fa ingrassare e non provoca alcun disturbo ai diabetici.

In Giappone, la bacca miracolosa è in commercio, e molto ricercata dalle signore a dieta e dai diabetici.

Due categorie in grande aumento, il che significa un grande mercato potenziale.

Ma in Europa, la miracolina è sconosciuta.

Negli Stati Uniti, è addirittura vietata.


Ne ha vietato il commercio negli anni ‘70 la FDA, Food and Drugs Administration, l’autorevole ente che autorizza l’uso dei farmaci in America.
Come mai?
Non è mai stato chiaro.
I complottisti, che in USA sono legione, sospettano che ci siano state pressioni dalla potente industria zuccheriera.
O peggio: fanno notare che mentre vietava la miracolina, il FDA stava per autorizzare la vendita dell’aspartame, il dolcificante chimico prodotto dal colosso farmaceutico Searle:un business da miliardi di dollari.
Per autorizzare l’aspartame ci sono voluti 16 anni: evidentemente per qualche motivo.
Oggi lo si trova in tutti i supermercati, nelle bevande gassate «senza calorie» e in pseudo-zuccheri commerciati con i nomi Neutrasweet, Sucrase e così via.
In Europa leggete bene le etichette: l’aspartame è indicato come additivo E 951.
Perché l’aspartame, se ingerito abitualmente, è un comprovato neurotossico.
Un medico americano, dottor H. J. Roberts, ha scritto un libro di successo, di 1038 pagine, sui pericoli della sostanza: «Aspartame Disease, an ignored Epidemic».
E’ in corso in USA un processo collettivo, su richiesta di migliaia di consumatori, che chiede alla Searle 350 milioni di dollari per i danni causati dalla sua sostanza.
Secondo le accuse, la Searle ha nascosto i danni fisici già evidenti durante le prove cliniche: avrebbe persino asportato i tumori cerebrali che si sviluppavano nei ratti da laboratorio alimentati con aspartame.
Il fatto è che è stato amministratore delegato della Searle un personaggio molto influente nei governi americani: un certo Donald Rumsfeld.
E’ lui che ha condotto gran parte della campagna commerciale dell’aspartame, e anche per questo – quando la Searle è stata acquisita dalla Monsanto nel 1985 – ha ricevuto una buonuscita di 12 milioni di dollari. Rumsfeld, sia detto tra parentesi, è stato anche il capo della Gilead Science, l’azienda che ha inventato il Tamiflu, l’anti – influenzale commercializzato dalla Roche.
Quando l’anno scorso è esplosa la psicosi dell’influenza dei polli, il Tamiflu è stato coralmente indicato – con enorme grancassa mediatica – come la sola cura disponibile.
Il governo americano da solo ne ha ordinato 20 milioni di dosi, ciascuna costa 100 dollari, per la cifra di 2 miliardi di dollari: e allora Rumsfeld era ministro del governo, ancorchè alla Difesa.

La Miracolina invece non ha effetti collaterali, ma nemmeno santi in paradiso.
La Monsanto non se ne interessa: sarebbe un concorrente rovinoso per l’aspartame.
L’umile pianta africana, dicono i trattati, è di difficile commercializzazione perché la proteina si degrada rapidamente.
Ma in Giappone vendono i frutti surgelati, e vendono anche pasticche di Miracolina.
Anzi, da qualche tempo hanno modificato geneticamente una lattuga in modo che produca miracolina senza bisogno di importarla dall’Africa.
L’Africa produce un’altra pianta dolcificante senza zucchero, il Thaumtoococcus Daniellii.
La proteina che si trova nei suoi rossi frutti, taumatina (dal greco «tauma», miracolo) ha un potere dolcificante 2.500 volte quello dello zucchero.
In Giappone la conoscono da vent’anni.
In Europa è autorizzata come additivo E-957; anche questa non ha calorie, non fa ingrassare e non dà problemi ai diabetici.
Ma non è prodotta da alcuna multinazionale, solo da reti del commercio solidale in Ghana.

Maurizio Blondet

http://www.laleva.org/it/2007/05/miracolina_il_dolcificante_proibito.html

Cos’è il WSDL?

Il Web Services Description Language (WSDL) è un linguaggio formale in formato XML utilizzato per la creazione di "documenti" per la descrizione di Web Service.

Mediante WSDL può essere, infatti, descritta l'interfaccia pubblica di un Web Service ovvero creata una descrizione, basata su XML, di come interagire con un determinato servizio: un "documento" WSDL contiene infatti, relativamente al Web Service descritto, informazioni su:

  • cosa può essere utilizzato (le "operazioni" messe a disposizione dal servizio);
  • come utilizzarlo (il protocollo di comunicazione da utilizzare per accedere al servizio, il formato dei messaggi accettati in input e restituiti in output dal servizio ed i dati correlati) ovvero i "vincoli" (bindings in inglese) del servizio;
  • dove utilizzare il servizio (cosiddetto endpoint del servizio che solitamente corrisponde all'indirizzo – in formato URI - che rende disponibile il Web Service)

Le operazioni supportate dal Web Service ed i messaggi che è possibile scambiare con lo stesso sono descritti in maniera astratta e quindi collegati ad uno specifico protocollo di rete e ad uno specifico formato.

Il WSDL è solitamente utilizzato in combinazione con SOAP e XML Schema per rendere disponibili Web Services su reti aziendali o su internet: un programma client può, infatti, "leggere" il documento WSDL relativo ad un Web Service per determinare quali siano le funzioni messe a disposizione sul server e quindi utilizzare il protocollo SOAP per utilizzare una o più delle funzioni elencate dal WSDL.

La versione 1.1 di WSDL non è stata adottata come standard dal World Wide Web Consortium (W3C).

Il 26 giugno 2007 la versione 2.0 è stata promossa a standard ufficiale (in forma di "raccomandazione") dal W3C.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Services_Description_Language


Cos’e’ un Golem?

Oggi volevo presentarvi un creatura ( fantastica ) partorita dalla cultura ebraica, davvero affascinante.

Il Golem è una figura immaginaria della mitologia ebraica e del folklore medievale. Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa "materia grezza", o "embrione", termine presente nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139,16) per indicare la "massa ancora priva di forma", che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l'anima. In ebraico moderno golem significa anche robot.

Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.

Si dice che il Golem sia stato formato attraverso il testo Sefer Yetzirah: esso risale alla sapienza di Avraham e si distingue per l'esegesi sui segreti dell'alfabeto ebraico, delle Sefirot nel legame con l'anatomia del corpo umano, con i pianeti e con mesi, giorni e segni zodiacali: queste tre figure – l'uomo, il mondo e l'anno – rappresentano tre testimoni completi. Il maestro che voleva formare un Golem, così si racconta, si serviva delle lettere ebraiche.

Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.

Nella cronaca di Ahimaaz ben Paltiel il cronista medievale del XII secolo narra che nel IX secolo un rabbino, Ahron di Bagdad, scopre un golem a Benevento, un ragazzo a cui era stata donata la vita eterna per mezzo di una pergamena. Sempre alla fine del IX secolo, secondo la cronaca di Ahimaaz, nella città di Oria risiedevano dei sapienti ebrei capaci di creare golem che smettono di praticare questa attività dopo una divina ammonizione.

Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità".

C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte"; ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava.

Il Golem, non come deità ma come una sorta di angelo, la cui natura nella Qabbalah è segreta, però creato dal maestro in grado di unirne il potere spirituale alla Volontà di Dio, si racconta operasse anche per la difesa di alcune comunità ebraiche dell'Europa orientale. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.
 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Golem

Cos’è l’orologio dell’apocalisse?


 

L'Orologio dell'apocalisse (Doomsday Clock in inglese) è un orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago nel 1947.

La mezzanotte di tale orologio simboleggia la fine del mondo, causata da una guerra atomica. Al momento della sua creazione, durante la guerra fredda, l'orologio fu impostato sette minuti prima della mezzanotte.

L'orologio è stato spostato avanti o indietro, a seconda dello stato delle politiche mondiali e del pericolo nucleare.
lo spostamento in avanti indica una maggiore probabilità del conflitto nucleare;
lo spostamento indietro indica un miglioramento della situazione internazionale.

Le lancette sono state spostate 19 volte.[1] Massima vicinanza alla mezzanotte: due minuti, tra il 1953 (test di armi termonucleari da parte di USA e URSS) e il 1960. Massima lontananza dalla mezzanotte: diciassette minuti, tra il 1991 (trattati START) e il 1995. C'è da dire però che l'orologio non fu spostato durante la crisi dei missili di Cuba perché mancò il tempo materiale di farlo; la crisi durò infatti appena 13 giorni e non fu resa pubblica subito, ma solo al nono giorno.


Cos’e’ bitcoin?

Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open sourceprogettato per implementare il protocollo e la rete peer-to-peer che ne risulta. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere un bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

La progettazione di Bitcoin prevede il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete. I bitcoin possono essere salvati su di un personal computer sotto forma di portafoglio o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso i bitcoin possono venir trasferiti attraverso Internet a chiunque disponga di un indirizzo bitcoin. La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin oinflazionare la moneta creandone di nuova.

 

Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito cryptocurrency, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai sullamailing list.

Il valore totale dell'economia Bitcoin calcolato in aprile 2011 è di circa 7 milioni di dollari.

L'economia basata sui Bitcoin è ancora molto piccola se paragonata ad economie stabilite da lungo tempo ed il software è ancora in uno stato di beta release, tuttavia attualmente vengono commercializzati merci e servizi veri, come ad esempio automobili usate o contratti di sviluppo software. I Bitcoin vengono accettati sia per servizi online che per beni tangibili.[3] La Electronic Frontier Foundation ed il Singularity Institute accettano donazioni in Bitcoin. I commercianti cambiano regolarmente i bitcoin in diverse valute che comprendono Dollari americani, Euro, Rubli russi e Yen giapponesi utilizzando appositi siti di cambio[6] Chiunque può controllare la catena dei blocchi ed osservare le transazioni in tempo reale. Diversi servizi sono già disponibili per facilitare questa operazione.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bitcoin

Cosa sono i metodi statici in java?

Finora abbiamo mostrato segmenti di codice dando per scontato che siano parte di un processo attivo: in tutto questo c’è una falla. Per tapparla dobbiamo fare alcune considerazioni: primo, ogni metodo deve essere definito all’interno di una classe (questo incoraggia ad utilizzare il paradigma object oriented). Secondo, i metodi devono essere invocati utilizzando una variabile reference inizializzata in modo che tenga traccia della istanza di un oggetto.

Questo meccanismo rende possibile l’auto referenziazione inquanto se un metodo viene chiamato senza che l’oggetto di cui è membro sia attivo, this non sarebbe inizializzato. Il problema quindi è che in questo scenario un metodo per essere eseguito richiede un oggetto attivo, ma fino a che non c’è qualcosa in esecuzione un oggetto non può essere istanziato.

L’unica possibile soluzione è quindi quella di creare metodi speciali che non richiedano l’attività da parte dell’oggetto di cui sono membro così che possano essere utilizzati in qualsiasi momento.

La risposta è nei metodi statici, ossia metodi che appartengono a classi, ma non richiedono oggetti attivi. Questi metodi possono essere creati utilizzando la parola chiave static a sinistra della dichiarazione di un metodo come mostrato nella dichiarazione di static_method() nell’esempio che segue:

1 class esempio
2 {
3 static int static_method()
4 {
5 … … .
6 }
7 int non_static_method()
8 {
9 return static_method();
10 }
11 }
12 class altra_classe
13 {
14 void un_metodo_qualunque()
15 {
16 int i = esempio. static_method();
17 }
18 }

Un metodo statico esiste sempre a prescindere dallo stato dell’oggetto; tuttavia la locazione o classe incapsulante del metodo deve sempre essere ben qualificata.

Questa tecnica è chiamata “scope resolution” e può essere realizzata in svariati modi. Uno di questi consiste nell’utilizzare il nome della classe come se fosse una variabile reference:

esempio.static_metod();

Oppure si può utilizzare una variabile reference nel modo che conosciamo:

esempio _ese = new esempio();
_ese.static_metod();

Se il metodo statico viene chiamato da un altro membro della stessa classe non è necessario alcun accorgimento. E’ importante tener bene a mente che un metodo statico non inizializza l’oggetto “this”; di conseguenza un oggetto statico non può utilizzare membri non statici della classe di appartenenza.

Cos’e’ l’oggetto null in java?

Il linguaggio Java prevede un valore speciale per le variabili reference che non referenzia nessuna istanza di un oggetto. Il valore speciale null rappresenta un oggetto inesistente, e viene assegnato di default ad ogni variabile reference.
Se la applicazione esegue una chiamata ad un oggetto tramite una variabile reference non inizializzato, il compilatore Java produrrà un messaggio di errore di tipo NullPointerException5.

Quando ad una variabile reference viene assegnato il valore null, l’oggetto referenziato verrà rilasciato e, se non utilizzato verrà dato in pasto alla garbage collection che si occuperà di rilasciare la memoria allocata per la entità.
Altro uso che può essere fatto dell’oggetto null riguarda le operazioni di comparazione come visibile nell’esempio seguente. Le poche righe di codice dichiarano un array di interi chiamato numbers. Mediante l’istruzione per il controllo di flusso if controlla se l’oggetto array sia stato creato o no.

Stack s = null;
int numbers[];
if (numbers == null)
{
… … ..
}

Facciano attenzione i programmatori C, C++. Il valore null nel nostro caso non
equivale al valore 0, ma rappresenta un oggetto nullo.