Archive for ottobre 2011

Nexus S: come installare Android 4.0 Ice Cream Sandwich [Guida]

Android 4.0 Ice Cream Sandwich è già nelle mani di alcuni appassionati e sviluppatori che, molto cordialmente, hanno condiviso con noi una prima leak del nuovo aggiornamento del sistema operativo mobile di Google. Il Nexus S riceverà sicuramente Android 4.0 in modo ufficiale, come stesso Google ha annunciato, ma se siete impazienti di provarlo potete seguire le seguenti istruzioni. Essendo una versione ufficiosa e non ufficiale, ci sono alcuni problemi noti a cui potrete andare incontro:

  • 3G (per alcuni)
  • Data
  • NFC
  • Panorama Mode
  • Fotocamera che la prima volta non funziona


Come sempre vi ricordo che la procedura di Flashing è rischiosa e non ci assumiamo nessuna responsabilità su ciò che potrebbe capitare al vostro terminale.


Fase 1: effettuate un backup del vostro telefono per sicurezza.

Fase 2: I bravi ragazzi di XDA Developers Forum hanno creato un file batch che esegue un elenco di comandi in grado di gestire radicalmente il telefono. Mi raccomando, per eseguire la procedura avete bisogno di Windows 7/Vista/Xp.

  • Scaricate questo archivio ed estraete tutti i file in una cartella sul vostro desktop;
  • Collegare il telefono al PC e installare uno dei due driver estratti. Potrete scegliere tra 32-bit o 64-bit a seconda dell’architettura del vostro sistema Windows;
  • Assicuratevi di avere il debug USB disattivato sul vostro Nexus S;
  • Eseguite il file run.bat con privilegi di amministratore e seguite le istruzioni che vi verranno mostrate a video.

Una volta terminato il processo, e se non avete ricevuto errori, il vostro telefono avrà i seguenti:

  • un bootloader sbloccato;
  • Recovery Mod Clockwork installata;
  • permessi di root.

Fase 3:

  • Ora dovete scaricare Android 4.0 Ice Cream Sandwich da qui;
  • Copiare il file. ZIP nella root interna del vostro telefonino;
  • Spegnete il vostro Nexus S e avviatelo in modalità Recovery. (dovete premere Power + Volume Up);
  • Una volta dentro la modalità Recovery, scegliete ‘wipe data/factory reset‘;
  • Ora scegliete ‘install zip from sdcard‘ e selezionate l’archivio .ZIP che avete copiato nella root del vostro telefonino;
  • Selezionare ‘select zip from sdcard‘.

Una volta completata la procedura di installazione vi potrete godere il vostro Android 4.0 Ice Cream Sandwich :)


Fonte:http://www.chimerarevo.com/2011/10/27/nexus-s-come-installare-android-4-0-ice-cream-sandwich-guida/

Vedere attraverso i muri

FUTURO -Avere i poteri di Superman per vedere attraverso i muri potrebbe diventare presto una realtà, grazie a un nuovo strumento sviluppato nei laboratori del Massachusetts institute of technology (MIT) di Boston. E le prime applicazioni ricadono immediatamente nel settore militare. Immaginate il vantaggio che può derivare dal poter vedere chi si nasconde in una casa o dietro un muro nel corso di conflitti urbani o durante le irruzioni negli edifici.

I ricercatori del Lincoln Laboratory hanno sviluppato il concetto (tutt’altro che nuovo) del radar, utilizzando  le cosìddette “onde della banda S” che hanno più o meno la stessa lunghezza d’onda usata dai sistemi wireless. Il principio è semplice. Le onde vengono prodotte da 13 emittitori e “sparate” contro il muro: circa il 99% rimbalza e solamente una piccolissima percentuale riesce a oltrepassarlo. A questo punto le onde che incontrano un oggetto sulla propria traiettoria al di là del muro seguono lo stesso destino: rimbalzano e tornano indietro, incontrando di nuovo l’ostacolo del muro. Questo processo fa sì che solo una piccola parte del segnale (lo 0.0025%)  raggiunge gli 8 rilevatori collocati al punto di partenza.

Grazie a sistemi di amplificazione del segnale e a degli opportuni filtri per schermare quelli che derivano dalle onde rimbalzate dal muro, John Peabody e Gregory Charvat sono riusciti a ottenere buoni risultati. Il dispositivo ha volutamente dimensioni ridotte, per poter essere facilmente trasportato e impiegato un azioni militari. Infatti sarebbe stato possibile migliorare le prestazioni del radar utilizzando onde a lunghezze d’onda maggiori, ma questo avrebbe comportato un aumento delle dimensioni dello strumento.

Dettaglio non trascurabile, le immagini vengono acquisite con una frequenza dei fotogrammi pari a 10.8 al secondo, che consente la visualizzazione in tempo reale di ciò che accade al di là dell’ostacolo.

Dobbiamo ammeterlo, come si vede nel video qui sotto, i risultati al momento non sono perfetti. Il sistema lavora infatti secondo un metodo sottrattivo, confrontando le immagini ottenute a istanti successivi e perciò è in grado di rilevare solamente i bersagli in movimento (il sistema è in grado di rilevare anche micro movimenti). Le immagini sembrano dei blob di pixel colorati, ma al MIT stanno già lavorando per migliorare lo strumento e ottimizzare gli algoritmi di analisi.

Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/10/25/vedere-attraverso-i-muri/

Google Chrome 17 sarà ancora più veloce grazie al pipelining HTTP

Il supporto di base per l’HTTP pipelining è stato aggiunto ad una recente nightly build (106.464) di Google Chrome 17. La funzione è stata chiesta in primo luogo già nel 2009 ma l’implementazione ha preso più tempo del previsto per essere sviluppata e rilasciata.HTTP pipelining è una tecnica utilizzata per inviare richieste multiple su una singola connessione con conseguenti tempi di caricamento più veloci delle pagine. Utilizzando HTTP pipelining, un minor numero di pacchetti TCP devono essere inviati riducendo così il carico di rete.

 

I browser hanno diversi livelli di capacità con questa funzionalità. Opera, ad esempio, ha un pipelining HTTP pienamente funzionale mentre Firefox lo supporta in pieno ma non è una caratteristica predefinita. In questa nuova release di Google Chrome, il pipelining può essere attivato digitando:

chrome://flags

e attivandolo facendo clic sulla casella di controllo del pipelining HTTP. Dovrete riavviare il browser per completare la funzionalità. In questa implementazione i proxy non sono supportati e Google avverte che non tutti i server attualmente supportano il pipelining correttamente. Chrome 17 è attualmente una nightly build e non si hanno notizie precise circa i piani di Google: non è ancora chiaro se il pipelining HTTP sarà abilitato di default oppure dovrà essere attivato manualmente in seguito.

 

Fonte:http://www.chimerarevo.com/2011/10/25/google-chrome-17-sara-ancora-piu-veloce-grazie-al-pipelining-http/

La prova del Dna a processo

CRONACA – La sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher si è giocata soprattutto sulle prove scientifiche. Quelle che per i pm erano evidenze schiaccianti di colpevolezza, tanto da valere la condanna in primo grado nel 2009 per entrambi gli imputati, 26 anni a lei, 25 a lui, sono state giudicate prove inattendibili per la Corte di assise d’appello. Il verdetto è stato completamente ribaltato per una diversa, e opposta, valutazione dei test del Dna. Come sempre più spesso accade, la “prova delle prove”, anziché rappresentare un inconfutabile elemento del dibattimento giudiziario, diventa oggetto di asprissime battaglie.

Pasticci di laboratorio, errori biostatistici, eccessive aspettative nei confronti della “scienza del crimine” hanno minato la fiducia riposta nella genetica forense da quando, 25 anni fa, il Dna fece il suo ingresso nelle aule di giustizia. La tecnica, paradossalmente, è quasi infallibile nel dare nome e cognome a una traccia, sia essa di saliva, capelli, pelle, sangue, liquido seminale o altro. Tuttavia in molti casi, l’esame, se non supportato da un quadro probatorio, aggiunge alle indagini più dubbi che verità. E nel diritto penale funziona così: si è innocenti finché non si dimostra la colpevolezza “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Nel processo di Perugia, le controversie si sono coagulate, in particolare, intorno a due prove: il Dna della Knox sul coltello ritenuto l’arma del delitto; e il Dna di Sollecito sul gancetto del reggiseno indossato dalla studentessa inglese quando venne uccisa nel suo appartamento nel 2007. Sono state queste prove a inchiodare i due ragazzi. E queste stesse a scagionarli, dopo quasi quattro anni trascorsi in carcere. A determinare la svolta nella sentenza d’appello è stata la perizia firmata da Stefano Conti e Carla Vecchiotti dell’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma, che in buona sostanza scredita completamente il lavoro svolto dalla Polizia Scientifica. Non c’è stato un nuovo accertamento genetico. A convincere i giudici a ribaltare la sentenza è bastata l’obiezione che in via della Pergola, secondo quanto riferito dai periti, “non sono state seguite le procedure internazionali di sopralluogo e i protocolli di raccolta e campionamento” e “non si può escludere” che i risultati delle analisi possano derivare da contaminazione.

Per quanto riguarda il coltello, che venne sequestrato in casa di Sollecito, allora fidanzato della Knox, la Scientifica trovò il Dna di Amanda sul manico e quello di Meredith sulla lama. Un collegamento diretto che sembrava inoppugnabile. Ma secondo la perizia, la quantità di Dna attribuito alla vittima è troppo bassa per fornire un dato certo e per di più non sono state seguite le raccomandazioni della comunità scientifica internazionale sul trattamento dei campioni con un “basso numero di copie”. È certo, invece, che ci sono tracce di Amanda sull’impugnatura. Come pure ci sono tracce di amido. Questo cosa prova? Potrebbe essere, semplicemente, che con quel coltello Amanda abbia affettato del pane a casa dell’amica quand’erano ancora solo due ragazze straniere venute a studiare in Italia. Forse sì. Forse no. Così, Amanda è tornata libera nella sua Seattle.

Sul gancio del reggiseno, la prova regina contro Sollecito, la Scientifica aveva isolato una traccia della vittima (ovviamente, lo indossava) e di Raffaele. Anche questa prova è stata smontata, non solo per varie negligenze nelle indagini (il gancetto fu recuperato nella stanza del delitto 46 giorni dopo il primo rinvenimento). I periti hanno parlato di una “non corretta interpretazione degli elettroferogrammi”. In altre parole, le sequenze del Dna indicano tracce, oltre che di Sollecito, di altri individui di sesso maschile. Inoltre, il gancetto è stato “prevedibilmente a contatto con polvere ambientale composta in larga misura da cellule, peli, capelli di origine umana”, che in ambienti chiusi può contenere decine di microgrammi di Dna per grammo”. Ecco che anche la fatidica prova del Dna per Sollecito è risultata inquinata, e quindi smontata. I dubbi non sono stati fugati e la perizia è stata duramente attaccata dal pm, che l’ha giudicata “irrimediabilmente lacunosa”. Tuttavia, una volta respinta la richiesta di effettuare una nuova perizia, la Corte si è espressa. Così è.

Ci si può schierare tra gli innocentisti o i colpevolisti. Il punto forse è un altro: l’importanza e la presunta infallibilità della prova del Dna. Al test si può chiedere di individuare in maniera precisa una corrispondenza. Bastano infatti 13 piccoli segmenti di Dna compatibili con il profilo genetico di un soggetto per avere la certezza che il materiale biologico appartenga a quella persona. C’è una possibilità di uno su un miliardo che 13 pattern corrispondano a due soggetti diversi. Non si può chiedere però molto di più ai test del Dna. Non possono stabilire, per esempio, né quando, né come il Dna è finito laddove è stato rinvenuto. Poi, siccome non viviamo in un ambiente sterile è facile trovare più profili mischiati sullo stesso reperto, complicando ulteriormente la faccenda. Le prove genetiche hanno avuto il merito di contribuito a incastrare molti colpevoli e scagionare altrettanti innocenti ingiustamente incriminati. Forse, però, sono state sopravvalutate. Se non fosse già abbastanza chiaro dai casi di cronaca nera rimasti irrisolti, il Dna non è l’oracolo del terzo millennio. Per dirla con le parole di Giuseppe Fortuni, docente di medicina legale dell’Università di Bologna: “Rimango convinto che un interrogatorio fatto bene nelle prime 24 ore possa diventare la prova principale a carico di un colpevole. In presenza del dato scientifico si tende a trascurare il resto, si perdono di vista le vecchie tecniche investigative. Il risultato è che spesso i dubbi sulla colpevolezza di un indagato rimangono”.

Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/10/04/la-prova-del-dna-a-processo/

Il Discorso di Steve Jobs ai neo-laureati di Stanford

Tutti dovrebbero leggerlo almeno una volta.

Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull'unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E' cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all'ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?" Loro risposero: "Certamente". Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell'attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all'epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E' stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all'epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all'indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un'azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L'anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E' stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l'unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l'avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.

La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, sicuramente una volta avrai ragione". Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è "no" per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi "addio".

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po' più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.



Ciao Steve.