Come ottenere i permessi di root su Android 3.0.1
Oggi vi propongo una soluzione davvero interessante per ottenere i permessi di root su un dispositivo android 3.0.1 ( ad esempio un iconia tab a500 )Archive for agosto 2011
Oggi vi propongo una soluzione davvero interessante per ottenere i permessi di root su un dispositivo android 3.0.1 ( ad esempio un iconia tab a500 )
Anche se un po’ datato il Test di Turing è ancora un caposaldo (quasi un monito) nel campo dell’Intelligenza Artificiale: avremo una macchina davveropensante quando questa sarà in grado di parlare con noi, cioè quando costruiremo un complesso hardware-software capace di padroneggiare il linguaggio simbolico. Pochi mesi fa ha fatto notizia a questo proposito l’impresa di Watson, il supercomputer della IBM che a Jeopardy! (un gioco televisivo popolare in USA) ha battuto due campioni in carne e ossa: non si può ancora affermare che la macchina comprendesse le domande nel modo in cui le intendiamo noi, non più di quanto un chatterbot possa capire quello che gli chiediamo, per quanto, in entrambi i casi, la risposta ci possa soddisfare o meno. Watson ha però dimostrato che, sia per gli uomini che per le macchine, per estrarre informazione non c’è niente di meglio del linguaggio.
Ne è una prova il sistema messo a punto da Regina Barzilay e S.R.K. Branavan (MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory) assieme a David Silver (UCL Department of Cumputer Science). I ricercatori (che hanno presentato il lavoro al meeting della Association for Computational Lingustic) hanno usato come banco di prova (come spesso accade in questo campo) un videogioco, il popolarissimo Civilization. È già noto che con determinati algoritmi, procedendo per tentativi ed errori, una macchina è in grado di apprendere da sola i passaggi necessari a risolvere un problema, ma in questo caso i ricercatori hanno permesso al programma, giocando, di sbirciare il manuale. Civilization, come ogni videogioco, informa il giocatore con messaggi sullo schermo in risposta a determinate azioni. Il sistema di apprendimento automatico utilizzato è stato potenziato dandogli sufficienti basi linguistiche per confrontare queste parole con quelle del manuale di gioco.
Risultato: senza istruzioni il manuale di gioco vinceva il 46 % delle volte, con il manuale ben il 79%.
La cosa fenomenale (forse anche da un punto di vista che trascende l’ambito informatico) è che il computer, così come in partenza non aveva alcuna informazione sullo scopo del gioco (della serie, l’importante è vincere) non aveva alcuna base nemmeno in merito alla lingua del manuale. A parità di condizioni, anche con un’ipotetica versione in swahili del videogioco (e ovviamente del manuale) si otterrebbero gli stessi risultati. Come un bambino che impara la lingua usata intorno a lui, così il computer, confrontando le informazioni a schermo riferite agli oggetti e alle azioni del gioco con le istruzioni di gioco del manuale, impara (in mancanza di una terminologia più appropriata) sia a giocare sia a giocare meglio man mano che aumentano le sue capacità “linguistiche”.
Ancora una volta sembra farsi largo l’ipotesi che il test di Turing diventerà obsoleto in un futuro non troppo lontano, probabilmente ben prima di quanto suggerito dalla vignetta.
Fonte: http://oggiscienza.wordpress.com/2011/08/29/verso-lintelligenza-artificiale-giocando/
E' notizia di questi giorni l'estrema polemica nata nei riguardi della chiesa cattolica, a causa delle ( lampanti dico io ) agevolazioni concesse a quest'ultima da parte dello stato italiano.
Dopo la notizia che Google ha acquistato Motorola Mobility, molti erano pronti a scommettere che il prossimo Nexus fosse stato un terminale made in Motorola. Non sarà così ed a smentire il tutto, in via indiretta ma del tutto ufficiale, è un file xml raggiungibile tramite il sito della Samsung a questo indirizzo ed un annuncio comparso sul blog di samfirmware. Il prossimo Google Phone sarà Samsung, si chiamerà Nexus Prime ed avrà alcune interessanti caratteristiche:
Fonte:
http://www.chimerarevo.com/2011/08/27/nexus-prime-il-prossimo-googlefonino-di-samsung-con-android-4-0/
Steve Jobs ha annunciato poche ore fa le sue dimissioni da amministratore delegato (CEO) di Apple, dicendo di non riuscire più a tener fede agli impegni e ai compiti imposti da quel ruolo. Nella sua lettera indirizzata al Consiglio di amministrazione, Jobs ha anche suggerito di affidare la guida della società a Tim Cook, che dall’inizio di quest’anno aveva già iniziato a lavorare come suo sostituto temporaneo.
Ma chi è Tim Cook?
Cook è cresciuto a Robertsdale, Alabama. Suo padre lavorava come operaio in un cantiere navale, mentre sua madre faceva la casalinga. Si è laureato in ingegneria industriale all'Università di Auburn nel 1982, e ha conseguito un Master in Business Administration alla Fuqua School of Business dell'Università Duke nel 1988.
Cook ha passato sei mesi come Corporate Materials in Compaq prima di essere assunto in Apple da Steve Jobs. Inizialmente era il CEO della Reseller Division alla Intelligent Electronics e ha passato dodici anni alla IBM come direttore della North American Fulfillment, dove si è occupato di gestire la produzione e la distribuzione per l'America del nord e per l'America latina.
Al suo arrivo in Apple gli venne affidato l'incarico di sistemare la divisione che si occupa della distribuzione e della manifattura. Grazie al suo intervento l'azienda ha ridotto drasticamente gli inventari e ottimizzato la supply chain, aumentando notevolmente i profitti. Per ottenere questi risultati Tim Cook ha affidato a terzi la produzione e lo stoccaggio dei prodotti Apple, chiudendo magazzini e fabbriche appartenenti all'azienda.
È divenuto amministratore delegato in Apple, ruolo per cui è stato designato, a causa della sua assenza dovuta a motivi di salute, da Steve Jobs stesso il 17 gennaio 2011. Si tratta questa della terza volta in cui Cook sostituisce lo storico volto di Apple: la prima volta per due mesi nel 2004, quando Steve Jobs fu ricoverato per un'operazione dovuta ad un raro cancro al pancreas. La seconda dal 14 gennaio 2009 fino a giugno 2009 quando Steve Jobs annunciò il suo ritiro temporaneo da Apple per 5 mesi a causa dei suoi problemi di salute.
Cook fa parte anche del Consiglio di amministrazione della Nike.
Il 24 agosto 2011 viene nominato CEO di Apple a seguito delle dimissioni rassegnate da Steve Jobs, seguendo il piano di successione interno all'azienda.
Oggi volevo presentarvi un creatura ( fantastica ) partorita dalla cultura ebraica, davvero affascinante.
Il Golem è una figura immaginaria della mitologia ebraica e del folklore medievale. Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa "materia grezza", o "embrione", termine presente nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139,16) per indicare la "massa ancora priva di forma", che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l'anima. In ebraico moderno golem significa anche robot.
Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.
Si dice che il Golem sia stato formato attraverso il testo Sefer Yetzirah: esso risale alla sapienza di Avraham e si distingue per l'esegesi sui segreti dell'alfabeto ebraico, delle Sefirot nel legame con l'anatomia del corpo umano, con i pianeti e con mesi, giorni e segni zodiacali: queste tre figure – l'uomo, il mondo e l'anno – rappresentano tre testimoni completi. Il maestro che voleva formare un Golem, così si racconta, si serviva delle lettere ebraiche.
Il Golem era dotato di una straordinaria forza e resistenza ed eseguiva alla lettera gli ordini del suo creatore di cui diventava una specie di schiavo, tuttavia era incapace di pensare, di parlare e di provare qualsiasi tipo di emozione perché era privo di un'anima e nessuna magia fatta dall'uomo sarebbe stata in grado di fornirgliela.
Nella cronaca di Ahimaaz ben Paltiel il cronista medievale del XII secolo narra che nel IX secolo un rabbino, Ahron di Bagdad, scopre un golem a Benevento, un ragazzo a cui era stata donata la vita eterna per mezzo di una pergamena. Sempre alla fine del IX secolo, secondo la cronaca di Ahimaaz, nella città di Oria risiedevano dei sapienti ebrei capaci di creare golem che smettono di praticare questa attività dopo una divina ammonizione.
Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Jehuda Löw ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per sfruttarli come suoi servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità".
C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte"; ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava.
Il Golem, non come deità ma come una sorta di angelo, la cui natura nella Qabbalah è segreta, però creato dal maestro in grado di unirne il potere spirituale alla Volontà di Dio, si racconta operasse anche per la difesa di alcune comunità ebraiche dell'Europa orientale. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem che nascose nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico, dove, secondo la leggenda, si troverebbero ancora oggi.

Dopo quattro mesi circa di lavori ed aggiornamenti, finalmente è disponibile un nuovo aggioramento di Gimp. Siamo così alla versione 2.7.3 che, vi ricordo, è considerata una versione che ci dovrà far abituare piano piano a ciò che vedremo in Gimp 2.8.
Per chi ancora non lo conoscesse GIMP (GNU Image Manipulation Program) è un programma libero e open source di fotoritocco che permette di creare e modificare immagini bitmap. Un utilizzo tipico include la creazione di grafici e loghi, ridimensionamento e ritaglio di foto, alterazione o ritocco dei colori, unione o sovrapposizione di molte immagini in una sola, eliminazione di particolari non desiderati e conversione tra formati.
GIMP può essere anche usato per creare semplici animazioni nel formato GIF. Viene spesso usato come sostitutivo del programma commerciale Adobe Photoshop, più usato nel settore professionale per la modifica e la stampa di immagini digitali (anche se GIMP non è un clone di Photoshop). Il logo è la mascotte Wilber, un coyote.
Tra i punti di forza di questa release, sicuramente va sottolineata la possibilità di utilizzare Gimp in modalità finestra singola. Le novità della versione 2.7.3 sono molteplici ma, tra tutte, spicca il “gruppo di livelli” che sarà una nuova chicca di Gimp. Ecco tutte le novità:
Per installare Gimp su Ubuntu, potete affidarvi ad un comodo PPA che è compatibile con tutte le versioni di Ubuntu dalla 9.10 Karmic alla 11.10 Oneiric. Tutto ciò che dovete fare è aprire il terminale e digitare:
sudo add-apt-repository ppa:matthaeus123/mrw-gimp-svn
sudo apt-get update
sudo apt-get install gimp
Tiny Core Linux è una mini-distribuzione Linux strutturata in soli 10MB. Tiny Core a differenza di altre distribuzioni Linux di piccole dimensioni, presenta delle caratteristiche innovative. Il core della distribuzione gira per intero in RAM e ha un tempo di boot estremamente ridotto. I componenti principali del sistema sono un Kernel Linux 2.6, Busybox, Tiny X, Fltk (Fast Light ToolKit).
Una barra delle applicazioni in stile Mac OS X spicca come elemento di discontinuità rispetto a quelle tradizionali di Gnome eKDE. La distribuzione base non presenta nessuna applicazione utente ad eccezione di un browser che consente di accedere alla repository online delle estensioni. Le estensioni sono file compressi (vedi Compressione dei dati) di tipo squashfs. Navigando l’archivio è possibile selezionare le applicazioni da utilizzare e installarle secondo uno dei 3 metodi proposti.
Esiste anche un modo ibrido di operare: Local/Install: installa le estensioni in una partizione Linux o un loop back file contenente la cartella /usr/local. Le estensioni che supportano questa modalita' sono marcate come comaptibili PPI nei loro .info file. L'obiettivo di Tiny Core è quello di essere un sistema Linux usabile in tutti i contesti, da quelli di “amministrazione e recovery” a quelli di normale produttività “desktop environment”. Le piattaforme hardware gestite da questa distribuzione sono la maggior parte di quelle ad oggi esistenti nel mondo dei computer desktop, dei notebook e dei netbook.
Considerando la velocità estrema e l'esiguo spazio occupato su disco da questa distribuzione, ritengo che come minimo sia assolutamente da provare.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tiny_Core_Linux
Oggi vi propongo delle utili indicazioni su come realizzare uno splash screen per la vostra prossima applicazione Android.
Come prima cosa inseriamo nel consueto file string.xml le stringhe che verranno utilizzate nella nostra app:
<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<resources>
<string name="app_name">SplashScreen</string>
<string name="main_screen">MainScreen</string>
<string name="splash_screen">SplashScreen</string>
</resources>
Definiamo poi il layout del nostro splash screen ( splash.xml ):
<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<LinearLayout xmlns:android="http://schemas.android.com/apk/res/android"
android:orientation="vertical"
android:layout_width="fill_parent"
android:layout_height="fill_parent"
>
<TextView
android:layout_width="fill_parent"
android:layout_height="wrap_content"
android:text="@string/splash_screen"
/>
</LinearLayout>
Ovviamente il layout è un pò spartano, ma è comunque migliorabile a seconda delle esigenze.
Creiamo una nuova activity ( la prima ) che esegua lo splash screen e che richiami poi una nuova Activity ( nota: l'activity di arrivo dovrà essere realizzata in modo simile a quella dello splash, ma senza la gestione del tread ovviamente ) :
protected boolean _active = true;
protected int _splashTime = 5000; // time to display the splash screen in ms
/** Called when the activity is first created. */
@Override
public void onCreate(Bundle savedInstanceState) {
super.onCreate(savedInstanceState);
setContentView(R.layout.splash);
// thread for displaying the SplashScreen
Thread splashTread = new Thread() {
@Override
public void run() {
try {
int waited = 0;
while(_active && (waited < _splashTime)) {
sleep(100);
if(_active) {
waited += 100;
}
}
} catch(InterruptedException e) {
// do nothing
} finally {
finish();
startActivity(new Intent("com.magnus.android.splashscreen.MyApp"));
stop();
}
}
};
splashTread.start();
E' tutto!