Archive for maggio 2011

Parliamo di iPad2

L'iPad 2 è la seconda generazione dell'iPad, il tablet computer sviluppato e prodotto da Apple. Il tablet è stato presentato il 2 marzo 2011,[2] le principali innovazioni del prodotto sono il nuovo processore dual core Apple A5, la presenza di due fotocamere, una anteriore e una posteriore, e un design più compatto con un peso inferiore. Il dispositivo è compatibile con la custodia di protezione magnetica sviluppata da Apple. l'iPad 2 è commercializzato nei colori bianco e nero.


Storia

L'amministratore delegato di Apple Steve Jobs ha presentato il tablet durante una conferenza stampa allo Yerba Buena Center diSan Francisco il 2 marzo 2011. Durante la stessa presentazione è stata presentata la versione 4.3 del sistema operativo iOS che avrebbe equipaggiato il tablet e sarebbe stata fornita come aggiornamento gratuito per i dispositivi iOS dal 9 marzo.[3] Durante la presentazione sono state mostrate le versioni dei programmi iMovie e GarageBand sviluppate per il tablet. Infine è stata presentata la Smart Cover, una serie di protezioni per lo schermo che si agganciano magneticamente e che possono fungere anche da supporto per il dispositivo. La commercializzazione del dispositivo negli Stati Uniti è iniziata l'11 marzo 2011 mentre la vendita in Italia ha avuto inizio il 25 marzo (in concomitanza con altri 24 Paesi).

Hardware

Esteticamente la nuova revisione del tablet è simile al precedente; il fattore di forma del dispositivo non cambia, ma il dispositivo diventa del 33% più sottile, passando dai 13 millimetri del precedente modello agli attuali 8.8 millimetri. Questo è stato ottenuto grazie a un assottigliamento della batteria, dello schermo e a un diverso metodo di assemblaggio del dispositivo.[4] Il dispositivo monta il processore Apple A5, un processore dual core che il produttore dichiara due volte più potente nell'esecuzione dei programmi del precedente processore Apple A4 e fino a nove volte più potente nell'elaborazione della grafica tridimensionale. Nello specifico il processore è basato sul processore ARM Cortex-A9 MP mentre la GPU è una PowerVR SGX543, da 8mm2 a 65nm, multicore, aderente alle specifico openGL 2.1. Test indipendenti hanno mostrato che la GPU è dalle 3 alle 7 volte più potente del precedente dell'elaborazione della grafica.[5] Il dispositivo è dotato di 2 moduli LPDDR2 DRAM (Low Power Double Data Rate version 2) da 256Mb l'uno, per complessivi 512Mb con bus a 1066 Mhz. La memoria, come nel modello precedente, è incorporata nel PoP del processore A5 ed è il doppio del precedente modello. Lo schermo è di tipo multi-touch widescreen lucido retroilluminato LED da 9,7", con risoluzione di 1024×768 pixel a 132 ppi (pixel per pollice) con tecnologia IPS, rivestito da un oleorepellente a prova di impronte, come per il precedente modello. Rimangono anche accelerometro, tasti per il volume e il tasto laterale che avrà l'alternativa muto e blocca rotazione; è stato introdotto anche un giroscopio, non presente nel primo modello. Il tablet è dotato di una griglia posta nella parte posteriore del dispositivo che va a sostituire i tre diffusori della vecchia generazione di iPad. Della vecchia generazione rimane microfono, posto nella parte superiore, ed il minijack stereo da 3,5 mm per auricolari. Il nuovo iPad possiede due fotocamere: una frontale ed una sul retro. La videocamera posteriore è in grado di eseguire registrazioni video HD (720p) fino a 30 fps con audio; fotocamera con zoom digitale 5x, mentre quella frontale è in grado di eseguire registrazioni video VGA fino a 30 fps con audio, il dispositivo è compatibile con FaceTime. Nel nuovo iPad è presente la funzione implementata già su iPhone 3GS “Tocca & metti a fuoco” per video e foto. La batteria è in grado di fornire dieci ore di autonomia o un mese di stand-by ed è costituita da tre batterie litio-polimeri interne ricaricabili e non removibili da 25 wattora equivalenti a 90 kJ. L'iPad 2 come il precedente iPad utilizza le reti Wi-Fi 802.11a/b/g/n, ed una tecnologia Bluetooth 2.1 + EDR. Il modello 3Ginoltre supporta reti UMTS/HSDPA/HSUPA e GSM/EDGE, questa versione possiede un sistema A-GPS. Come l'iPad precedente anche iPad 2 è ricaricabile grazie al connettore dock USB da 10W il quale può essere inserito nell'apposito adattatore per la corrente elettrica oppure inserito direttamente nel computer, che dovrà avere la potenza necessaria per far sì che il dispositivo si ricarichi. Computer piuttosto vecchi con porta USB non autoalimentata potrebbero non supportare questa funzione.

Software

Il nuovo sistema operativo iOS 4.3 ha introdotto diverse migliorie, le principali sono un nuovo motore JavaScript per il browser Safari che incrementa le prestazioni fino al 60%.[6] Una nuova condivisione dei file audio e video tramite iTunes, un miglioramento della funzione AirPlay, la gestione di un hotspot personale al fine di condividere la connessione internet con i dispositivi connessi via Wi-Fi o Bluetooth. Nel sistema operativo sono state introdotte le applicazioni FaceTime e Photo Booth. La prima applicazione implementa la videochiamata tra dispositivo che supportano il protocollo FaceTime mentre la seconda serve a mostrare quando inquadrato dalle videocamere permettendo di alterare il flusso video con degli effetti grafici e di salvare le immagini ottenute. Insieme al sistema operativo sono state presentate le applicazioni iMovie 2 per iOS e GarageBand. Queste applicazioni sono vendute a parte e sono state ottimizzate per essere utilizzate sul tablet, iMovie 2 non è compatibile con il primo iPad.

Disponibilità

L'iPad è uscito sul mercato negli Stati Uniti l'11 marzo 2011, mentre in Europa il 25 marzo 2011. È disponibile sia nella versione bianca che nera (tanto che Steve Jobs ha ironizzato al keynote sull'iPhone bianco, prodotto annunciato 10 mesi fa e non ancora disponibile per problemi di produzione).

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/IPad_2

Lubuntu diventa derivata ufficiale

La notizia era già nell’aria ma solo ieri, durante l’UDS che si sta svolgendo a Budapest in questi giorni, Lubuntu è divenuta finalmente una derivata ufficiale di Ubuntu. Mark Shuttleworth ha annunciato che Canonical sosterrà il progetto e gli sviluppi futuri e, già a fine anno, sarà annunciato Lubuntu 11.10 che sarà quindi la prima release ufficialmente supportata nella storia di questa distribuzione.

Lubuntu è una distribuzione rivolta principalmente a computer con hardware minimo o poco potente; i requisiti, infatti, sono davvero bassi: processore Pentium II e solo 128 MB di memoria RAM! In Lubuntu troverete, attualmente, come il leggerissimo LXDE come desktop environment, PCManFM come file manager, Sylpheed come client email e Chromium come browser di default.

Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/05/12/uds-budapest-lubuntu-diventa-derivata-ufficiale/

Cancellare la cache delle applicazioni di sistema di Android


Scopo:
 Cancella la cache delle applicazioni di sistema di Android (Browser, Google Maps, StreetView, Android Market, GMail) ed eventualmente (vedere commenti sul codice) di altre applicazioni molto usate (Tunewiki, Myspace)


Code:
#Deletes all caches in one fell swoop :]

#Locations of the caches were taken from various sites, including xda and androidcommunity.com

#written by indiekid97, modified by Andrea (@android-dev.it)



#Deletes browser cache

rm -R /data/data/com.android.browser/cache/webviewCache



#Deletes Maps cache

rm -R /data/data/com.google.android.apps.maps/files



#Deletes StreetView

rm -R /data/data/com.google.android.street/cache



#Deletes Market cache

rm -R /data/data/com.android.vending/cache



#Deletes GMail cache

rm -R /data/data/com.google.android.gm/cache/webviewCache



#Deletes Tunewiki cache (Uncomment to activate also this one)

#rm -R /data/data/com.tunewiki.lyricplayer.android/cache/webviewCache



#Deletes Myspace cache (Uncomment to activate also this one)

#rm -R /data/data/com.myspace.android/files


Fonte: http://forum.android-dev.it/il-grande-thread-degli-script-android-piu-utili-t375.html


Montaggi video con Linux

OpenShot Video Editor è un software libero di montaggio video non lineare per il sistema operativo Linux. Il progetto è stato iniziato ad agosto 2008 da Jonathan Thomas.

È sviluppato in linguaggio Python, utilizza il toolkit GTK+ e il framework MLT, lo stesso utilizzato dal programma analogo Kdenlive.

Nonostante ancora in fase di sviluppo, il 18 agosto 2009 furono rilasciati i pacchetti Deb per facilitare l'installazione agli utenti della distribuzione Linux Ubuntu. All'inizio del 2010 è uscita la prima versione stabile 1.0.

Caratteristiche

  • Supporto per molti formati video e di immagini (basato su FFmpeg)
  • Multi traccia
  • Transizioni video con anteprime in tempo reale
  • Composizione e sovrapposizione di immagini
  • Creazione titoli
  • Cambiamento di velocità nei singoli spezzoni di video (slow motion ecc)
  • Effetti video come regolazione della luminosità, del colore e il chroma key
  • Esportazione in molti formati (se supportati da FFmpeg)
  • Compatibilità con standard video ad alta definizione come HDV e AVCHD

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/OpenShot_Video_Editor


Google sfida Apple: a breve un’edicola digitale su Android

Parli di iPhone o iPad e pensi ad Apple, parli di Android e ti viene in menteGoogle, parli di Google ed Apple e la prima cosa che pensi è alla loro infinita battaglia digitale a suon di applicazioni ed idee sfornate giorno dopo giorno! Attualmente bisogna ammettere che il mondo dell’editoria mobile è dominato e presente sui sistemi IOS, vedi iPad, ma il colosso di Mountain View non è rimasto a guardare con le mani in tasca ed è pronta a lanciare l’ennesima sfida a Steve Jobs.

Un’edicola digitale completamente dedicata ad Android, ecco la nuova idea di bigG che ha già inoltrato inviti a grandi e numerosi editori (tra cui il Time) per approdare su Android e farne crescere la popolarità e la stima in tutto il mondo. L’edicola dovrebbe contenere recensioni e notizie riguardanti le aziende multimediali che sfruttano, eseguono e testano in pieno i propri smartphone e device con sistema Android.

Google spera di lanciarlo anche per fornire un’esperienza più coerente per i consumatori che vogliono leggere riviste su dispositivi Android e per aiutare gli editori a riscuotere il pagamento per le loro applicazioni. L’idea sembra piacere per un motivo semplice che riguarda l’aspetto economico: Apple ha stretto accordi economici per far approdare molte testate sul proprio iPad ma ha sempre preteso almeno un 30% del ricavato che è assolutamente una percentuale di tutto rispetto ed un conguaglio molto alto che a cui molte case editrici farebbero volentieri a meno.

Steve Jobs è però un osso duro e, venuto a conoscenza dell’idea di Google, ha ben pensato di offrire un abbonamento per poter leggere i propri quotidiani preferiti ad un prezzo molto più basso rispetto al singolo acquisto ma va considerata anche l’altra faccia della medaglia che consiste nel dover fornire generalità come nome, cognome, email e rivista associata alla stessa società Apple.

Una mossa che molti utenti non vogliono accettare e che potrebbe spianare la strada a Google anche verso i prossimi Tablet marchiati Android che sono attesi davvero tra pochissimo tempo. Se volete approfondire l’argomento e conoscere maggiori informazioni allora collegatevi a questo indirizzo. E voi, cosa ne pensate? La sfida continua..
 

Fonte: http://www.chimerarevo.com/2011/01/04/google-sfida-apple-a-breve-unedicola-digitale-su-android/

Quella furbona di Apple ( sui sorgenti di WebKit )

Il “web browser engine” utilizzato anche da Safari è stato rilasciato con notevole ritardo e non insieme a iOS 4.3.0. La comunità opensource incalza?

Così come ci ricorda Wikipedia, WebKit è un framework opensource per applicazioni disponibile come aggiornamento per Mac OS X a partire dalla versione 10.2.7 e integrato in Mac OS X 10.3 e successivi.
WebKit è il motore di Safari e di altre applicazioni come Google Chrome. Esso permette a sviluppatori terzi di includere con facilità nelle loro applicazioni molte delle funzioni proprie di Safari.

Opensource, quindi? Sì, anche se i sorgenti di Webkit inclusi in iOS 4.3.0 sono stati rilasciati con due mesi di ritardo. Che si tratti di una svista o di una mossa studiata a tavolino non lo sappiamo ancora ma è certo che in questo modo Apple potrebbe presto trovarsi in tribunale per violazione di brevetti.

Webkit, infatti, è distribuito sotto licenza (L)GPL e chi lo utilizza ha quindi l’obbligo di rilasciarne i sorgenti. Come la prenderanno i fedelissimi della filosofia che ruota attorno al pinguino?

Secondo Jay "Saurik" Freeman, fondatore dello shop alternativo Cydia, l'azienda di Cupertino ha comunque fatto inoltre le cose a metà, rilasciando un listato alquanto discutibile. Il codice sorgente appena uscito non sarebbe sufficientemente completo, stando ai canoni della nota GNU Lesser Public License.

Hardware Usato

Dimagrire con l’iphone

Iphone ormai vanta una quantità di app destinate a soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Ma tra le tante "inutili" oggi ve ne vorrei segnalare una tra le utili arrivata in soccorso dei tanti impauriti dalla prova costume.

(ANSA) – ROMA, 8 MAG – Quando per perdere peso non basta la volonta' individuale interviene la tecnologia. Sull'Iphone e sull'Ipad si puo' infatti scaricare una nuova applicazione, Lose It, che crea una tabella per verificare se si sta mangiando troppo e si fa sport a sufficienza. L'applicazione e' disponibile gratis su Itunes e calcola un budget giornaliero di calorie, sulla base di altezza, peso e obiettivi di dimagrimento. Negli Usa 7 milioni di americani hanno gia' scaricato il surrogato del dietologo tascabile.

A voi i commenti.

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2011/05/08/visualizza_new.html_872735504.html

Cosa sono i metodi statici in java?

Finora abbiamo mostrato segmenti di codice dando per scontato che siano parte di un processo attivo: in tutto questo c’è una falla. Per tapparla dobbiamo fare alcune considerazioni: primo, ogni metodo deve essere definito all’interno di una classe (questo incoraggia ad utilizzare il paradigma object oriented). Secondo, i metodi devono essere invocati utilizzando una variabile reference inizializzata in modo che tenga traccia della istanza di un oggetto.

Questo meccanismo rende possibile l’auto referenziazione inquanto se un metodo viene chiamato senza che l’oggetto di cui è membro sia attivo, this non sarebbe inizializzato. Il problema quindi è che in questo scenario un metodo per essere eseguito richiede un oggetto attivo, ma fino a che non c’è qualcosa in esecuzione un oggetto non può essere istanziato.

L’unica possibile soluzione è quindi quella di creare metodi speciali che non richiedano l’attività da parte dell’oggetto di cui sono membro così che possano essere utilizzati in qualsiasi momento.

La risposta è nei metodi statici, ossia metodi che appartengono a classi, ma non richiedono oggetti attivi. Questi metodi possono essere creati utilizzando la parola chiave static a sinistra della dichiarazione di un metodo come mostrato nella dichiarazione di static_method() nell’esempio che segue:

1 class esempio
2 {
3 static int static_method()
4 {
5 … … .
6 }
7 int non_static_method()
8 {
9 return static_method();
10 }
11 }
12 class altra_classe
13 {
14 void un_metodo_qualunque()
15 {
16 int i = esempio. static_method();
17 }
18 }

Un metodo statico esiste sempre a prescindere dallo stato dell’oggetto; tuttavia la locazione o classe incapsulante del metodo deve sempre essere ben qualificata.

Questa tecnica è chiamata “scope resolution” e può essere realizzata in svariati modi. Uno di questi consiste nell’utilizzare il nome della classe come se fosse una variabile reference:

esempio.static_metod();

Oppure si può utilizzare una variabile reference nel modo che conosciamo:

esempio _ese = new esempio();
_ese.static_metod();

Se il metodo statico viene chiamato da un altro membro della stessa classe non è necessario alcun accorgimento. E’ importante tener bene a mente che un metodo statico non inizializza l’oggetto “this”; di conseguenza un oggetto statico non può utilizzare membri non statici della classe di appartenenza.

Cos’e’ l’oggetto null in java?

Il linguaggio Java prevede un valore speciale per le variabili reference che non referenzia nessuna istanza di un oggetto. Il valore speciale null rappresenta un oggetto inesistente, e viene assegnato di default ad ogni variabile reference.
Se la applicazione esegue una chiamata ad un oggetto tramite una variabile reference non inizializzato, il compilatore Java produrrà un messaggio di errore di tipo NullPointerException5.

Quando ad una variabile reference viene assegnato il valore null, l’oggetto referenziato verrà rilasciato e, se non utilizzato verrà dato in pasto alla garbage collection che si occuperà di rilasciare la memoria allocata per la entità.
Altro uso che può essere fatto dell’oggetto null riguarda le operazioni di comparazione come visibile nell’esempio seguente. Le poche righe di codice dichiarano un array di interi chiamato numbers. Mediante l’istruzione per il controllo di flusso if controlla se l’oggetto array sia stato creato o no.

Stack s = null;
int numbers[];
if (numbers == null)
{
… … ..
}

Facciano attenzione i programmatori C, C++. Il valore null nel nostro caso non
equivale al valore 0, ma rappresenta un oggetto nullo.